GAZA – Le nuove immagini satellitari pubblicate su Google Maps restituiscono la dimensione della devastazione nella Striscia di Gaza dopo tre anni di guerra. Le rilevazioni, effettuate nel giugno scorso, mostrano un territorio profondamente trasformato e ulteriori distruzioni avvenute anche dopo il fragile cessate il fuoco entrato in vigore nell’ottobre 2025.
Lungo gran parte della costa si estendono grandi insediamenti di tende e ricoveri temporanei, in alcuni casi a pochi metri dal mare. Il principale porto di Gaza appare gravemente danneggiato e privo delle imbarcazioni da pesca che lo caratterizzavano, mentre a Gaza City quasi ogni spazio libero è occupato da strutture di fortuna.
Particolarmente pesante la situazione nel nord, a Beit Lahiya e Beit Hanoun, e nei quartieri di Jabaliya e Shuja’iya. Nel sud, Rafah appare quasi interamente ridotta in macerie e Tel al-Sultan praticamente rasa al suolo. Le immagini documentano anche la distruzione di edifici religiosi e infrastrutture civili.
Secondo l’UNRWA, oltre 2,1 milioni di sfollati vivono in tende o sistemazioni temporanee e circa l’82% delle strutture della Striscia – quasi 200 mila edifici – risulta danneggiato. Una recente valutazione delle Nazioni Unite indica inoltre che il numero delle strutture distrutte è aumentato del 9% rispetto all’inizio del cessate il fuoco.
Resta l’emergenza delle macerie: secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, a Gaza se ne sono accumulate circa 61 milioni di tonnellate, sotto le quali si trovano ancora resti umani.
Dall’alto si vedono quartieri ridotti a distese di macerie, strade interrotte, edifici sventrati, il porto danneggiato, campi di tende lungo la costa e spazi urbani occupati da ricoveri di fortuna. È questa la Gaza fotografata dai satelliti nel giugno 2026.
