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	<title>Mediterraneum Foundation</title>
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	<title>Mediterraneum Foundation</title>
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		<title>L&#8217;Ecole francaise de Rome apre spazio espositivo a Piazza Navona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ecole Francaise de Rome]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’École française de Rome apre un nuovo spazio espositivo nel cuore di Piazza Navona, destinato a diventare un punto di riferimento stabile per mostre ed eventi dedicati al patrimonio culturale.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="363">L’École française de Rome apre un nuovo spazio espositivo nel cuore di Piazza Navona, destinato a diventare un punto di riferimento stabile per mostre ed eventi dedicati al patrimonio culturale. La galleria, accessibile gratuitamente, nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla ricerca e favorire un dialogo sempre più diretto tra istituzioni e società.</p>
<p data-start="365" data-end="513">Le sale ospiteranno un programma continuo di esposizioni, confermando la vocazione dell’École alla condivisione del sapere e allo scambio culturale.</p>
<p data-start="515" data-end="985">Dopo le celebrazioni per i 150 anni dalla fondazione e dall’insediamento a Palazzo Farnese, l’istituzione presenta la mostra <em data-start="640" data-end="716">“École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea”</em>. Un percorso documentario che attraversa un secolo e mezzo di attività, tra ricerca, relazioni internazionali e profondi legami con l’Italia e l’area mediterranea. L’esposizione, allestita nella sede di Piazza Navona, è visitabile gratuitamente fino al 30 aprile 2026.</p>
<p data-start="987" data-end="1452">Il racconto si sviluppa attraverso materiali d’archivio, immagini, video e testi sintetici, offrendo una lettura chiara dell’evoluzione dell’École: dalle sue radici scientifiche fino alla capacità di rinnovarsi di fronte ai cambiamenti del mondo della ricerca. Al centro emerge il rapporto con l’Italia, elemento fondante delle sue attività, insieme all’ampliamento progressivo dei campi di studio, oggi sempre più legati anche alle dinamiche sociali contemporanee.</p>
<p data-start="1454" data-end="1791">La mostra svela anche il lato meno visibile dell’istituzione: quello di una vera e propria “officina” del sapere, luogo di sperimentazione, formazione e circolazione delle idee. Un intreccio di esperienze che attraversa archeologia, archivi, editoria e ricerca storica, raccontato anche attraverso le parole dei suoi direttori nel tempo.</p>
<p data-start="1793" data-end="2023">Uno spazio è dedicato inoltre alla sede di Piazza Navona 62, inaugurata negli anni Sessanta in occasione del centenario dell’École, di cui viene ricostruita l’evoluzione fino a oggi, insieme alle trasformazioni delle sue funzioni.</p>
<p data-start="2025" data-end="2326">Se la Francia ha dato vita e continuità all’École française de Rome, è stato il contesto italiano a orientarne profondamente gli studi: dall’etruscologia alla topografia romana, dalla storia del papato alla trasmissione dei testi. Un rapporto che ha contribuito a definire nel tempo le sue eccellenze.</p>
<p data-start="2328" data-end="2608" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel celebrare i 150 anni, l’École mette così in luce anche il legame costruito con Roma e con la comunità scientifica italiana: una relazione fondata su collaborazione, stima reciproca e scambio continuo, che rappresenta ancora oggi uno degli elementi centrali della sua identità.</p>
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		<title>Tunisi, torna all&#8217;antico splendore il centro di calligrafia Dar Monastiri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel tessuto fitto della medina di Tunisi, Dar Monastiri — nota anche come Dar Mestiri — riemerge come uno dei luoghi più significativi della scena culturale cittadina, oggi sede del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="346">Nel tessuto fitto della medina di Tunisi, Dar Monastiri — nota anche come Dar Mestiri — riemerge come uno dei luoghi più significativi della scena culturale cittadina, oggi sede del Centro nazionale della calligrafia. Un ritorno che non è solo funzionale, ma simbolico: qui l’eredità architettonica incontra la pratica viva della scrittura araba.</p>
<p data-start="348" data-end="754">L’edificio si trova al numero 9 di rue Monastiri, a breve distanza dal mausoleo di Sidi Mahrez, in un’area tra le più rappresentative della medina, riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco. Costruita nei primi anni dell’Ottocento per volontà del principe Hussein, figlio di Mahmoud Bey, la dimora fu poi destinata a Mohamed Monastiri, figura influente nella Tunisi dell’epoca e commerciante di chéchia.</p>
<p data-start="756" data-end="1089">Dal punto di vista architettonico, la residenza conserva l’impianto tipico delle grandi abitazioni storiche della medina: un patio centrale attorno al quale si sviluppano ambienti su due livelli, collegati da gallerie ad arcate e arricchiti da decorazioni in materiali tradizionali come legno intagliato, pietra, stucchi e ceramiche.</p>
<p data-start="1091" data-end="1550">Nel corso del Novecento, Dar Monastiri ha cambiato più volte funzione, adattandosi alle esigenze culturali e formative del Paese: è stata sede di istituzioni dedicate alle arti e all’artigianato, centro di promozione culturale e spazio per attività legate alla traduzione. Un importante intervento di restauro, realizzato nei primi anni Novanta dall’Institut national du patrimoine, ne ha preservato l’identità storica, permettendone al tempo stesso il riuso.</p>
<p data-start="1552" data-end="1988">Dal 2017, la struttura ha assunto una vocazione precisa, diventando un punto di riferimento per lo studio e la diffusione della calligrafia. Oggi le sue sale ospitano corsi, laboratori ed esposizioni, frequentati da studenti e appassionati che si avvicinano ai diversi stili della tradizione calligrafica — dal naskh al diwani, dal thuluth alla ruq’a, fino alle varianti maghrebine — insieme alle tecniche decorative dell’arte islamica.</p>
<p data-start="1990" data-end="2270" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Più che un semplice contenitore culturale, Dar Monastiri è uno spazio in cui il passato continua a generare presente: un luogo dove la storia si intreccia con la pratica artistica, restituendo alla città un patrimonio che vive attraverso le mani e lo sguardo di chi lo attraversa.</p>
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		<title>A Tangeri la Giornata del design italiano nel mondo</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/03/24/a-tangeri-la-giornata-del-design-italiano-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Tangeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il design italiano che rigenera spazi, ma soprattutto immagina nuovi modi di abitare il mondo. A Tangeri prende forma la Giornata del Design Italiano nel Mondo, un appuntamento che non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/03/24/a-tangeri-la-giornata-del-design-italiano-nel-mondo/">A Tangeri la Giornata del design italiano nel mondo</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il design italiano che rigenera spazi, ma soprattutto immagina nuovi modi di abitare il mondo.</p>
<p data-start="96" data-end="511">A Tangeri prende forma la Giornata del Design Italiano nel Mondo, un appuntamento che non è solo celebrazione, ma occasione di dialogo tra culture, visioni e futuro. Nel Palazzo delle istituzioni italiane, il design diventa linguaggio comune per interrogarsi su come migliorare la qualità della vita, affrontando le sfide della sostenibilità, della trasformazione dei territori e dell’uso consapevole delle risorse.</p>
<p data-start="513" data-end="963">L’iniziativa, promossa dall’Ambasciata d’Italia in Marocco insieme all’Agenzia Italiana per il Commercio Estero e all’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, porta con sé anche un tributo: quello a Valentino, icona della moda e maestro di eleganza. Nel suo lavoro, fatto di linee rigorose, materiali scelti con cura e identità riconoscibile, si riflette un’idea di progetto in cui tradizione e innovazione non si oppongono, ma dialogano continuamente.</p>
<p data-start="965" data-end="1279">Il tema scelto, “Re-Design. Rigenerare spazi, oggetti, idee e relazioni”, racconta proprio questo: la necessità di ripensare il presente per costruire il futuro. A guidare questa riflessione è l’architetto e designer d’interni Tommaso Ziffer, interprete di un’estetica che unisce lusso e sensibilità contemporanea.</p>
<p data-start="1281" data-end="1701">Accanto a lui, alcune tra le voci più autorevoli del panorama marocchino: Hicham Lahlou, designer e architetto d’interni, insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nel creare ponti tra Italia, Marocco e Africa; Karim Sbai, presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Architetti del Centro; e Tarik Rhemiss, direttore della rivista “ID Prestige”.</p>
<p data-start="1703" data-end="2007" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un confronto che mette al centro le città, gli spazi che viviamo, i luoghi dell’ospitalità che cambiano, e il valore dei saperi artigianali. Ma soprattutto una domanda: come rendere il progetto non solo bello, ma giusto, sostenibile, capace di durare nel tempo e migliorare davvero la vita delle persone.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-822" src="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-300x200.jpg 300w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-1024x683.jpg 1024w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-768x512.jpg 768w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature.jpg 1170w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>La « Grande Dame »  dell&#8217;altermondialismo, Susan George</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/03/02/la-grande-dame-dellaltermondialismo-susan-george/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Petrella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci ha lasciato questo febbraio 2026, all&#8217;età di 91 anni. Tra gli attivisti della società civile che negli ultimi 50 anni hanno segnato a livello internazionale la lotta contro la &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/03/02/la-grande-dame-dellaltermondialismo-susan-george/">La « Grande Dame »  dell&#8217;altermondialismo, Susan George</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ha lasciato questo febbraio 2026, all&#8217;età di 91 anni. Tra gli <em>attivisti della società civile</em> che negli ultimi 50 anni hanno segnato a livello internazionale la lotta contro la  globalizzazione nefasta dell’economia imposta dai  poteri dominanti, Susan George rappresenta sicuramente la « <em>Grande Dame » dell&#8217;altermondialismo.</em> Vandana Shiva è <em>la Pasionaria; </em>Jean Ziegler, <em>il Grande Demistificatore che denuncia;</em> Walden Bello, <em>Il Ribelle</em>; il tandem Ignacio Ramonet-Bernard Cassen, <em>I Testimoni mobilitatori</em>; Samir Amin,<em> L&#8217;Ideologo</em>; Pablo Solon Romero, Il <em>Diplomatico;</em> Manu Chao, <em>il Cantante dell&#8217;Umanità</em>, Aminata Traoré, <em>la Scomoda;</em> Danielle Mitterrand , <em>la Coscienza&#8230; (con le mie scuse agli altri amici e amiche di grande valore che non ho potuto menzionare</em> )</p>
<p>Susan è stata “Grande” dal punto di vista intellettuale e umano, per la profondità, il rigore e l&#8217;ampiezza delle sue analisi, le sue prese di posizione pubbliche e i suoi interventi all&#8217;interno dei movimenti sociali, e “Dame” per la sua gentilezza, la sua cortesia (anche nei confronti degli oppositori), la sua capacità di ascoltare gli altri , la sua saggezza al servizio delle istituzioni e dei gruppi impegnati nella <u>ricerca militante</u> (come il <em>Transnational Institute</em> ad Amsterdam, <em>Attac </em>a Parigi e il <em>Collectif Roosevelt</em> a Parigi&#8230; di cui è stata , per tutti e tre, presidente e presidente onorario per molti anni).</p>
<p>Le sue convinzioni e il suo impegno altermondialista si strutturano in occasione della sua prima importante opera pubblicata nel 1978 contro la fame nel mondo <em><u>Comme  meurt l’autre moitié du monde</u></em><u>.</u> In essa critica aspramente il capitalismo liberale come sistema sociale responsabile del massacro e nomina le multinazionali occidentali , in particolare quelle americane , come principali responsabili della morte dell&#8217;altra metà del mondo. Denuncia inoltre con forza e attenzione il sostegno e l&#8217;aiuto complici forniti dalle grandi istituzioni intergovernative internazionali finanziarie e commerciali, dominate dagli Stati del “Nord” , come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale , il GATT (diventato OMC &#8211; Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1994).</p>
<p>Evidenzia inoltre i tre strumenti/meccanismi attraverso i quali, a suo avviso, le multinazionali hanno provocato la morte per fame: gli investimenti, il debito imposto ai paesi del Sud, il commercio.</p>
<p>Ricordiamo che siamo nel 1978, quando il mondo cercava di riprendersi dalla grande crisi del sistema finanziario internazionale del 1971-73, mentre era in piena crisi alimentare e i dominanti si preparavano a lanciare la loro grande offensiva di politiche di adeguamento strutturale per garantire la loro sopravvivenza e consolidare il loro potere .</p>
<p>A partire dal suo libro, le multinazionali, le istituzioni finanziarie e commerciali internazionali pubbliche e i tre strumenti (investimenti, debito e commercio) sono stati i temi centrali e permanenti del lavoro di ricerca e dell&#8217;impegno militante di Susan. In questo modo , ha offerto all&#8217;altermondialismo preziosi strumenti di lotta</p>
<p>&#8211; contro le strategie di investimento delle multinazionali e delle istituzioni di Bretton Wood e , in particolare contro l&#8217;approvazione dell&#8217; AMI , il pericolosissimo Accordo multilaterale sugli investimenti negoziato in segreto all&#8217;interno dell&#8217;OCSE (29 paesi del mondo occidentale ) tra il 1995 e il 1997. Dopo la loro vittoria ottenuta con la creazione dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio, i dominanti credevano di poter consolidare il loro potere mondiale chiudendo il binomio commercio + investimenti, ma sono stati costretti ad abbandonare l&#8217;AMI nel 1998 sotto la pressione dell&#8217;opposizione di un vasto movimento popolare mondiale;</p>
<p>&#8211; contro il debito e l&#8217;indebitamento dei paesi del Sud. Di grande lucidità sono i suoi due libri sull&#8217;argomento <em><u>Jusqu&#8217;au cou: enquête sur la dette du Tiers Monde</u></em> (1988) e L&#8217;effet boomerang. Choc en retour de la dette du Tiers Monde (1992) . Una battaglia portata avanti con forza, passione e rigore da oltre vent&#8217;anni, tra gli altri, da Eric Toussaint e dalla straordinaria rete internazionale del Comitato per l&#8217;abolizione del debito del Terzo Mondo (CADTM), di cui Eric è il portavoce;</p>
<p>&#8211; contro il commercio iniquo e predatorio . Ricorderemo gli innumerevoli interventi di Susan George contro l&#8217;AGCS &#8211; Accordo generale sul commercio dei servizi.</p>
<p>Resta il fatto che, a mio avviso, il suo contributo culturale, ideologico e politico più simbolico è rappresentato dalla sua critica alle multinazionali capitaliste, che lei stigmatizza come <u>Gli usurpatori,</u> (<em><u>Les Usurpateurs</u></em>) inunouno dei suoi ultimi libri ( 2014). In questo campo, Susan ci ha regalato un “piccolo” capolavoro, Il Rapporto di Lugano, un&#8217;opera di 355 pagine pubblicata in inglese nel 1999 e poi, in francese, da Fayard, nel 2000. In questo Rapporto (tutto fittizio) riunisce in una villa a Lugano nove rappresentanti del mondo degli affari e della finanza che si interrogano sul futuro del capitalismo. Preoccupati, arroganti, cinici, le loro riflessioni e proposte sono perverse. Susan ha saputo sondare l&#8217;anima, e non solo la mente, dei sostenitori del capitalismo, tanto che gran parte delle loro “previsioni”, scelte e obiettivi &#8211; spaventosi &#8211; sono diventati realtà negli ultimi anni. La nostra Grande Dame non esce disperata da questo esercizio. Propone elementi chiave per l&#8217;azione, per la costruzione di un pianeta capace di ragione, responsabilità, giustizia, fraternità e pace.</p>
<p>Di questo abbiamo bisogno più che mai. La lotta continua.</p>
<p>Fontaine de Vaucluse, 24 febbraio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/03/02/la-grande-dame-dellaltermondialismo-susan-george/">La « Grande Dame »  dell&#8217;altermondialismo, Susan George</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nasce la Guida di Bengasi: sanità, diritti e tutele per i migranti</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/02/25/nasce-la-guida-di-bengasi-sanita-diritti-e-tutele-per-i-migranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 19:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Bengasi]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bengasi prova a voltare pagina. Non più soltanto terra di passaggio segnata da emergenze e tensioni, ma cuore di un nuovo progetto che punta a rendere la migrazione più sicura,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/02/25/nasce-la-guida-di-bengasi-sanita-diritti-e-tutele-per-i-migranti/">Nasce la Guida di Bengasi: sanità, diritti e tutele per i migranti</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bengasi prova a voltare pagina. Non più soltanto terra di passaggio segnata da emergenze e tensioni, ma cuore di un nuovo progetto che punta a rendere la migrazione più sicura, più ordinata e soprattutto più umana.</p>
<p data-start="287" data-end="587">Dalla Conferenza internazionale sull’immigrazione irregolare del prossimo aprile nascerà un piano ambizioso che mette al centro le persone, prima ancora dei numeri. L’idea è chiara: nessun Paese può affrontare da solo un fenomeno così complesso. Servono responsabilità condivisa, cooperazione concreta e strumenti stabili. La nostra Fondazione è tra i partner dell&#8217;iniziativa e sarà presente ai lavori del Forum</p>
<p data-start="589" data-end="1168">Il primo passo sarà la creazione del <strong data-start="626" data-end="678">Fondo Regionale per la Gestione della Migrazione</strong>, con sede a Bengasi. Una dotazione iniziale proposta di 100 milioni di euro, sostenuta da Libia, Italia e Unione Europea, servirà a finanziare progetti nei Paesi di origine per affrontare le cause profonde delle partenze: povertà, disoccupazione, instabilità. Non solo controllo delle frontiere, dunque, ma investimenti nello sviluppo, formazione per chi rientra volontariamente, infrastrutture nei territori più fragili. L’obiettivo è offrire alternative reali alla migrazione irregolare.</p>
<p data-start="1170" data-end="1602">Accanto al fondo nascerà l’<strong data-start="1197" data-end="1253">Osservatorio Regionale Mediterraneo sulla Migrazione</strong>, che avrà il compito di raccogliere dati affidabili e trasformarli in politiche concrete. Perché senza numeri certi si alimentano paure e polemiche; con dati condivisi, invece, si possono costruire soluzioni comuni. Rapporti periodici, analisi, sistemi di allerta precoce aiuteranno governi e istituzioni a prevenire le crisi invece di rincorrerle.</p>
<p data-start="1604" data-end="2207">Ma il cambiamento più significativo riguarda le persone in viaggio. Con la nascita dell’<strong data-start="1692" data-end="1754">Ente Regionale per l’Orientamento e l’Impiego dei Migranti</strong>, l’obiettivo è trasformare percorsi irregolari e pericolosi in opportunità legali e protette. I migranti verranno accolti, registrati, formati e indirizzati verso contratti di lavoro temporanei nei Paesi che ne faranno richiesta. Contratti regolari, assistenza sanitaria, tutele. E al termine, ritorno volontario con la possibilità di ripartire in modo legale. Un meccanismo pensato per ridurre le morti lungo le rotte e togliere spazio ai trafficanti.</p>
<p data-start="2209" data-end="2504">A completare il quadro ci sarà la <strong data-start="2243" data-end="2265">“Guida di Bengasi”</strong>, un documento operativo che stabilisce standard chiari su assistenza sanitaria, diritti legali, protezione di donne e minori, formazione e inserimento lavorativo. Un impegno a garantire dignità e rispetto, anche nei momenti più difficili.</p>
<p data-start="2506" data-end="2807" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il progetto è ambizioso e le sfide restano enormi. Ma il messaggio che arriva da Bengasi è forte: la migrazione non è solo un’emergenza da contenere, è una realtà da governare con responsabilità, umanità e visione. E può diventare, se gestita insieme, un’opportunità di sviluppo e stabilità per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/02/25/nasce-la-guida-di-bengasi-sanita-diritti-e-tutele-per-i-migranti/">Nasce la Guida di Bengasi: sanità, diritti e tutele per i migranti</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bengasi è la Capitale araba della cultura 2026</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/02/22/bengasi-e-la-capitale-araba-della-cultura-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 19:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Bengasi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bengasi è stata ufficialmente designata Capitale Araba della Cultura per il 2026. Una scelta che il Consiglio municipale ha accolto come un riconoscimento del profondo patrimonio storico, culturale e civile&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/02/22/bengasi-e-la-capitale-araba-della-cultura-2026/">Bengasi è la Capitale araba della cultura 2026</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" tabindex="-1" data-turn-id="request-699b5bc8-bd9c-8394-8e12-f19f87f9d544-0" data-testid="conversation-turn-4" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">
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<p data-start="94" data-end="387"><a href="https://mediterraneum.foundation/2025/08/25/a-bengasi-con-la-camera-di-commercio-italo-libica/">Bengasi </a>è stata ufficialmente designata Capitale Araba della Cultura per il 2026. Una scelta che il Consiglio municipale ha accolto come un riconoscimento del profondo patrimonio storico, culturale e civile della città, da sempre punto di riferimento nel panorama intellettuale libico e arabo.</p>
<p data-start="389" data-end="753">Secondo l’amministrazione cittadina, la nomina conferma il ruolo storico di Bengasi come centro propulsore di letteratura, pensiero e arti. Nel corso dei decenni, la città ha contribuito in modo significativo alla costruzione dell’identità culturale della Libia, dando voce a scrittori, giornalisti, artisti e pensatori che hanno lasciato un segno nel mondo arabo.</p>
<h3 data-start="755" data-end="784">Un percorso già tracciato</h3>
<p data-start="786" data-end="1216">La designazione arriva al termine di un ciclo particolarmente intenso sul piano culturale. Tra il 2023 e il 2024 Bengasi ha ospitato con successo le iniziative legate al titolo di Capitale della Cultu<img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-411" src="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar-300x132.png" alt="" width="300" height="132" srcset="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar-300x132.png 300w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar-768x339.png 768w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar.png 930w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> nel Mondo Islamico, dimostrando solide capacità organizzative e una vivace produzione creativa. Un’esperienza che ha rafforzato l’immagine della città come laboratorio culturale capace di coniugare tradizione e contemporaneità.</p>
<h3 data-start="1218" data-end="1254">Una storia che parla al presente</h3>
<p data-start="1256" data-end="1621">Nel corso della sua storia, Bengasi ha rappresentato un crocevia di idee e conoscenze, contribuendo alla formazione della coscienza nazionale e panaraba. Il suo patrimonio storico, insieme alla ricchezza sociale e culturale che la caratterizza, riflette la complessità dell’identità libica e l’apertura della città verso il mondo arabo e il contesto internazionale.</p>
<h3 data-start="1623" data-end="1652">Cultura oltre la politica</h3>
<p data-start="1654" data-end="1992">Il Comune ha inoltre sottolineato che il titolo di Capitale Araba della Cultura deve restare al di sopra delle tensioni politiche. Eventuali ipotesi di rinvio legate alla situazione istituzionale non dovrebbero interferire con un appuntamento che viene definito come un momento di coesione nazionale e di dialogo culturale su scala araba.</p>
<h3 data-start="1994" data-end="2011">Verso il 2026</h3>
<p data-start="2013" data-end="2431">L’amministrazione municipale ha rivolto un appello alle istituzioni, agli enti culturali, alla società civile e agli intellettuali affinché collaborino per il successo dell’iniziativa. Tra le richieste avanzate al governo libico, anche la creazione di un comitato superiore incaricato di coordinare i preparativi, definire un programma culturale articolato e garantire il necessario sostegno economico e organizzativo.</p>
<p data-start="2433" data-end="2658" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’obiettivo è ambizioso: celebrare la storia e i sacrifici della città, valorizzarne la produzione culturale contemporanea e presentare al mondo arabo l’autentica identità di Bengasi come capitale della cultura e del dialogo.</p>
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		<title>Il Rettore di UPEACE tiene la keynote sul multilateralismo alla Bahrain Diplomatic Academy</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/02/17/il-rettore-di-upeace-tiene-la-keynote-sul-multilateralismo-alla-bahrain-diplomatic-academy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 16:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Rettore dell&#8217;Università per la Pace (UPEACE), Dr. Francisco Rojas Aravena, è stato invitato come keynote speaker presso la Mohamed bin Mubarak Academy for Diplomatic Studies nel Regno del Bahrain&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Rettore dell&#8217;Università per la Pace (UPEACE), Dr. Francisco Rojas Aravena, è stato invitato come keynote speaker presso la Mohamed bin Mubarak Academy for Diplomatic Studies nel Regno del Bahrain &#8211; un&#8217;istituzione di eccellenza per la formazione del corpo diplomatico del Paese.</p>
<p>Nel suo intervento, intitolato <strong><em>&#8220;Il nuovo sistema internazionale: multilateralismo e cooperazione&#8221;</em></strong>, il Dr. Rojas Aravena ha analizzato le dinamiche in evoluzione dell&#8217;ordine globale, le crescenti pressioni sui quadri multilaterali e l&#8217;urgenza di riaffermare la cooperazione internazionale come pilastro di pace, stabilità e sviluppo sostenibile.</p>
<p>Alla conferenza hanno partecipato anche il Prof. Pasquale Borea, PhD, Responsabile Formazione e Sviluppo presso il Ministero degli Affari Esteri del Bahrain, e la Dr.ssa Iman Cheffi, diplomata del programma congiunto offerto da UPEACE, GIOYA Higher Education Institute e dal King Hamad Global Center for Coexistence and Tolerance.<br />
La sua presenza ha evidenziato i risultati concreti di questa alleanza accademica nel formare i futuri leader della diplomazia e del dialogo interculturale.</p>
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		<title>Inaugurata a Barletta la mostra “Antonio Bernardini: la scoperta di un artista”</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/02/10/inaugurata-a-barletta-la-mostra-antonio-bernardini-la-scoperta-di-un-artista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfio Montenegro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Evento patrocinato dal Consiglio Regionale della Puglia e dalla Mediterraneum Foundation Barletta, Palazzo San Domenico 24 gennaio 2026 / 6 aprile 2026 Il 24 gennaio 2026 è stata inaugurata a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/02/10/inaugurata-a-barletta-la-mostra-antonio-bernardini-la-scoperta-di-un-artista/">Inaugurata a Barletta la mostra “Antonio Bernardini: la scoperta di un artista”</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Evento patrocinato dal Consiglio Regionale della Puglia e dalla Mediterraneum Foundation</em></h5>
<h5><em><strong>Barletta, Palazzo San Domenico 24 gennaio 2026 / 6 aprile 2026</strong></em></h5>
<hr />
<p>Il <strong>24 gennaio 2026</strong> è stata inaugurata a <strong>Barletta</strong> la mostra <strong>“Antonio Bernardini: la scoperta di un artista”</strong>, evento culturale di grande rilievo ospitato negli spazi della <strong>Biblioteca Generale Centrale &#8211; Palazzo San Domenico</strong>. L’esposizione, <strong>patrocinata dalla Mediterraneum Foundation</strong>, inizialmente aperta al pubblico fino al <em>27 febbraio 2026</em><strong>, è stata prorogata fino al 6 aprile 2026</strong>, con <em>ingresso libero</em> e costituisce un’occasione di riscoperta profonda di uno dei protagonisti meno noti, ma estremamente significativi, dell’arte italiana del Novecento.</p>
<h3></h3>
<h4>Un progetto espositivo di qualità e apertura internazionale</h4>
<p>Curata da <strong>Francesco Picca</strong>, Direttore del Museo Civico di Barletta, la mostra riunisce circa <strong>trenta opere</strong> tra dipinti a olio, disegni, grafiche, fotografie, lettere e manoscritti, tracciando il percorso creativo di Bernardini dagli anni Quaranta agli anni Ottanta. Il percorso espositivo offre una lettura cronologica e analitica del suo stile, dalla paesaggistica giovanile alle sperimentazioni materiche e simboliste della maturità, restituendo al pubblico una visione integrale del suo linguaggio artistico.</p>
<h3></h3>
<h4>Antonio Bernardini: artista, docente e custode del patrimonio</h4>
<p><strong><em>Antonio Bernardini</em></strong><em> nasce a Trinitapoli (Puglia) nel 1920 da una famiglia di origini toscane. Dopo aver conseguito il diploma di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, si stabilisce a Barletta, dove diventa un protagonista della scena culturale locale. Oltre a essere un artista, Bernardini è stato docente di disegno e, dal 1965, direttore del <strong>Museo Civico e Pinacoteca “Giuseppe De Nittis”</strong>, dove svolge un ruolo fondamentale nella valorizzazione del patrimonio artistico della città.<br />
</em><em>Nonostante fosse una persona molto colta e sensibile, la sua vita fu essenzialmente solitaria e discreta. Amante degli animali e della natura, Bernardini trascorreva il suo tempo libero in lunghe passeggiate per le campagne, che spesso diventarono soggetti delle sue opere. Al momento della sua morte, avvenuta nel 1989, la sua casa conteneva una vasta raccolta di tele, disegni, incisioni e scritti, molti dei quali sono stati successivamente conservati dai suoi familiari.</em></p>
<h3></h3>
<h4>Il documentario “Antonio Bernardini: Io amo vivere”</h4>
<p>Al centro della mostra si trova anche un contributo audiovisivo di grande rilevanza: il <strong>documentario inedito “Antonio Bernardini: Io amo vivere”</strong>, realizzato da <strong>Paola Bernardini</strong>, pronipote dell’artista e regista premiata. Il film racconta la vita e la produzione artistica di Bernardini attraverso interviste, testimonianze e materiali d’archivio, proponendo una narrazione emozionale e biografica che va oltre la semplice cronologia pittorica.</p>
<p>La regista ha raccontato di aver scoperto in modo casuale una vasta collezione di opere conservate dai familiari, lavoro che l’ha portata a riscoprire un patrimonio artistico finora poco noto. Il documentario è atteso per un importante percorso di festival internazionali, con potenziali candidature a manifestazioni quali Cannes, Toronto e la Mostra del Cinema di Venezia, proiettando così la figura dell’artista su un palcoscenico di respiro globale.</p>
<h3></h3>
<h4>Un evento per la città e per la comunità culturale</h4>
<p>Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte le istituzioni locali, tra cui il Sindaco <strong>Cosimo Damiano Cannito</strong> e l’Assessore alla Cultura <strong>Oronzo Cilli</strong>, sottolineando il valore dell’iniziativa e la sua capacità di promuovere Barletta come luogo di valorizzazione del patrimonio culturale. Grazie al patrocinio della <em>Mediterraneum Foundation</em>, la mostra rappresenta un significativo esempio di collaborazione tra istituzioni pubbliche, fondazioni culturali e iniziative private nella promozione dell’arte e della memoria artistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><img decoding="async" class="aligncenter" style="width: 200px; border-radius: 10px;" src="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/02/bernardini_2-169x300.webp" alt="Antonio Bernardini" /></p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>“Antonio Bernardini: la scoperta di un artista”<br />
</strong><strong style="font-size: 16px;">Roma,</strong> <strong style="font-size: 16px;">Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani – 28 novembre / 12 dicembre 2025</strong></h5>
<p>Dal <strong>28 novembre</strong> al <strong>12 dicembre 2025</strong>, presso Palazzo Mattei di Paganica a Roma, si è tenuta la mostra &#8220;<strong><em>Antonio Bernardini: la scoperta di un artista</em></strong>&#8220;, curata da <strong>Francesco Picca</strong>, Direttore del Museo Civico di Barletta. A 35 anni dalla sua scomparsa, l’esposizione riporta alla luce l’opera pittorica di Bernardini e i suoi inediti diari personali, offrendo al pubblico una visione autentica e profonda del proprio rapporto con l&#8217;arte ed il suo tempo con l’obiettivo di restituire opportuno riconoscimento ad una delle personalità più significative del Novecento italiano.</p>
<p>La mostra, che include circa <strong>trenta opere</strong> tra <strong>dipinti a olio, disegni, grafiche, fotografie, lettere personali e manoscritti</strong>, ripercorre l&#8217;evoluzione artistica di Bernardini attraverso un percorso cronologico. Si parte dalle prime opere paesaggistiche degli anni Quaranta per arrivare alla produzione matura degli anni Cinquanta e Settanta, caratterizzata da un incontro tra realismo e simbolismo, con un&#8217;attenzione crescente agli aspetti onirici. Tra le opere di spicco, la serie delle &#8220;automobili&#8221; intreccia elementi di modernità e visioni quasi surreali. Il percorso si conclude con gli anni Ottanta, quando Bernardini abbraccia il simbolismo e l’informale, pur mantenendo una solida base figurativa.</p>
<p>Le opere si distinguono per la vibrante cromia e l&#8217;uso audace del colore, in particolare del blu che, in alcuni casi, sembra oltrepassare i limiti fisici della tela, instaurando un dialogo profondo con l&#8217;osservatore. La sua pittura non si limita a rappresentare la realtà, ma la trasforma, restituendo una riflessione intensa su paesaggi, persone e memorie.</p>
<p>Accanto alla sua carriera artistica, Bernardini è stato un pilastro della cultura locale grazie al suo ruolo di <strong>direttore del Museo Civico e Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” di Barletta</strong>, incarico che ha ricoperto dal 1965. La sua gestione del Museo non è stata vista come una semplice carica pubblica, bensì come una missione professionale e civica. Con un grande senso di responsabilità verso il patrimonio culturale, è intervenuto attivamente per la risoluzione di problematiche legate al degrado del Museo stesso, denunciando pubblicamente l&#8217;indifferenza delle istituzioni locali. Il suo impegno nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio artistico è stato una costante della sua vita e un aspetto fondamentale del suo lavoro. Una figura per certi versi eroica e rivoluzionaria, insofferente per l’apatia culturale della sua città e, per questo, mosso da passione ancor più autentica nei confronti dell’arte.</p>
<p>Al centro del progetto espositivo, il documentario “<strong>Antonio Bernardini: Io Amo Vivere</strong>”, realizzato da <strong>Paola Bernardini,</strong> pronipote dell’artista e regista pluripremiata, e volto ad illustrare la vita di Antonio Bernardini, il suo ruolo di direttore e la sua carriera attraverso interviste a parenti, amici, figure politiche ed artisti.<br />
Il documentario &#8211; di prossima candidatura a importanti festival internazionali, quali Cannes, Toronto e la Mostra del Cinema di Venezia &#8211; rappresenta la prima iniziativa di valorizzazione dell&#8217;eredità artistica e personale di Bernardini.</p>
<p><strong>Sabato 24 gennaio 2026, il Palazzo San Domenico di Barletta ha ospitato l&#8217;inaugurazione della seconda edizione della mostra</strong>, nella città che ha formato e accompagnato l&#8217;artista e la sua arte per tutta la vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>U-PEACE e Mediterraneum Foundation avviano una collaborazione strategica per promuovere un uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/u-peace-e-mediterraneum-foundation-avviano-una-collaborazione-strategica-per-promuovere-un-uso-etico-e-responsabile-dellintelligenza-artificiale-nella-pubblica-amministrazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma – L’Università per la Pace (U-PEACE), istituzione accademica fondata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la Mediterraneum Foundation, ente del Terzo Settore con sede a Roma impegnato nella valorizzazione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/u-peace-e-mediterraneum-foundation-avviano-una-collaborazione-strategica-per-promuovere-un-uso-etico-e-responsabile-dellintelligenza-artificiale-nella-pubblica-amministrazione/">U-PEACE e Mediterraneum Foundation avviano una collaborazione strategica per promuovere un uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma – L’Università per la Pace (U-PEACE), istituzione accademica fondata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la Mediterraneum Foundation, ente del Terzo Settore con sede a Roma impegnato nella valorizzazione del Mediterraneo come spazio di dialogo, pace e cooperazione, annunciano oggi la sigla di un accordo di collaborazione volto a sostenere le Pubbliche Amministrazioni italiane nel governo etico, consapevole e responsabile dell’Intelligenza Artificiale.</p>
<p>L’Intelligenza Artificiale sta trasformando profondamente il funzionamento della Pubblica Amministrazione — dalla progettazione dei servizi alla gestione dei procedimenti, dall’interazione con i cittadini all’automazione dei processi decisionali. Sebbene le opportunità siano significative, altrettanto rilevanti sono i rischi legati alla trasparenza, alla responsabilità delle scelte pubbliche, alla protezione dei dati personali e alla tutela dei diritti fondamentali.</p>
<p>In un quadro normativo internazionale, europeo e nazionale ancora in evoluzione, il progetto promosso da UPEACE Italia, in partnership con la Mediterraneum Foundation, nasce per accompagnare gli Enti pubblici nell’adozione di sistemi di AI che rispettino pienamente i principi democratici, la tutela della persona e i valori costituzionali, favorendo un approccio realmente antropocentrico alla tecnologia.</p>
<p><strong>Obiettivi del progetto</strong></p>
<p>Il programma congiunto intende:</p>
<ul>
<li>Supportare gli Enti pubblici nell’utilizzo dell’AI in coerenza con legalità, trasparenza e diritti fondamentali;</li>
<li>Rafforzare le competenze del personale su etica, governance e impatti dell’AI nei processi amministrativi;</li>
<li>Migliorare la qualità dei servizi pubblici percepita da cittadini e imprese;</li>
<li>Ridurre il rischio giuridico e reputazionale, garantendo un uso controllato e responsabile dei sistemi algoritmici;</li>
<li>Accompagnare l’Ente in un percorso di innovazione istituzionale che lo posizioni come modello di riferimento a livello nazionale e internazionale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un partenariato con valenza ONU</strong></p>
<p>Grazie alla collaborazione con la U-PEACE, l’Ente aderente entra in una rete internazionale riconosciuta dall’ONU dedicata alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo di buone pratiche su temi quali pace, diritti umani e tecnologie emergenti.</p>
<p><strong>La partnership potrà concretizzarsi in:</strong></p>
<ul>
<li>iniziative congiunte di alto profilo (convegni, tavole rotonde, conferenze) con riconoscimento istituzionale UPEACE/ONU;</li>
<li>percorsi formativi dedicati, costruiti su misura delle esigenze dell’Ente;</li>
<li>posizionamento dell’Amministrazione come caso pilota sul tema “AI, etica e servizio pubblico”.</li>
<li>Formazione, certificazioni e accreditamenti</li>
<li>Il progetto prevede diversi livelli operativi per rispondere alle necessità delle amministrazioni:</li>
<li>Formazione interna finanziata dal bilancio dell’Ente</li>
</ul>
<p>UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation possono erogare corsi e rilasciare attestati ufficiali pienamente validi ai fini della formazione del personale, senza necessità di ulteriori accreditamenti regionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Formazione finanziata tramite fondi europei, PNRR o bandi regionali</strong></p>
<p>Qualora l’Amministrazione intenda partecipare a bandi o utilizzare fondi che richiedano accreditamento regionale, si prevede la collaborazione con un ente formativo italiano accreditato, mentre UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation operano come partner scientifici e istituzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Formazione con crediti ufficiali (CFU, ECM, Ordini professionali)</strong></p>
<p>Per percorsi che prevedono il rilascio di crediti formativi, il modello prevede il coinvolgimento di enti accreditati presso MIUR/MUR, ECM o ordini professionali, con UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation come garanti scientifici e co-branding istituzionale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Una visione condivisa per un Mediterraneo innovatore e responsabile</strong></p>
<p>La collaborazione con la Mediterraneum Foundation si inserisce in una più ampia visione che promuove il Mediterraneo come spazio strategico di dialogo, innovazione e cooperazione. La Fondazione, attiva in ambito culturale, educativo e di ricerca, contribuisce alla costruzione di partenariati euro-mediterranei orientati alla pace e allo sviluppo umano sostenibile.</p>
<p>“<em>L’Amministrazione pubblica ha oggi l’opportunità e la responsabilità di governare l’Intelligenza Artificiale con criteri etici e democratici</em>”, ha dichiarato Gennaro Damato, presidente della Fondazione. “Questa collaborazione fornisce gli strumenti necessari per farlo in modo consapevole e autorevole”.</p>
<p>“<em>Il Mediterraneo è un crocevia di innovazione e di dialogo. Portare qui un progetto di governance responsabile dell’AI significa guardare al futuro con visione e coraggio</em>”, ha concluso Damato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/u-peace-e-mediterraneum-foundation-avviano-una-collaborazione-strategica-per-promuovere-un-uso-etico-e-responsabile-dellintelligenza-artificiale-nella-pubblica-amministrazione/">U-PEACE e Mediterraneum Foundation avviano una collaborazione strategica per promuovere un uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Università per la Pace celebra 45 anni di impegno globale con una cerimonia internazionale in Costa Rica</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/luniversita-per-la-pace-celebra-45-anni-di-impegno-globale-con-una-cerimonia-internazionale-in-costa-rica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San José, Costa Rica – L’Università per la Pace (UPAZ) ha celebrato il suo 45° anniversario con una cerimonia di alto profilo tenutasi presso il campus Rodrigo Carazo, alla presenza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/luniversita-per-la-pace-celebra-45-anni-di-impegno-globale-con-una-cerimonia-internazionale-in-costa-rica/">L’Università per la Pace celebra 45 anni di impegno globale con una cerimonia internazionale in Costa Rica</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>San José, Costa Rica – L’Università per la Pace (UPAZ) ha celebrato il suo 45° anniversario con una cerimonia di alto profilo tenutasi presso il campus Rodrigo Carazo, alla presenza di rappresentanti governativi, diplomatici, esponenti del sistema delle Nazioni Unite, accademici e studenti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Fondata nel 1980 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Università per la Pace ha riaffermato, nel corso dell’evento, il proprio ruolo strategico nella promozione della pace, della cooperazione multilaterale e del dialogo interculturale, in un contesto globale segnato da conflitti, crisi umanitarie e crescenti flussi migratori.</p>
<p>Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla consegna dei Premi Internazionali dell’Università per la Pace. Il Premio per la Promozione della Pace è stato conferito ai governi di Costa Rica, Irlanda e Norvegia per la loro leadership nell’Iniziativa Umanitaria sulle Armi Esplosive nelle Aree Popolate (EWIPA), riconoscendo l’impegno concreto nella tutela dei civili e nella riduzione dell’impatto umanitario dei conflitti armati.</p>
<p>Il premio per il Governo del Costa Rica è stato ritirato da Ana Lorena Villalobos Brenes, Direttrice ad interim del Protocollo del Ministero degli Affari Esteri. L’Ambasciatore d’Irlanda in Messico, S.E. Ruairí de Búrca, ha ricevuto il riconoscimento a nome del proprio Paese, mentre la consegna al Governo della Norvegia è prevista nelle prossime settimane.</p>
<p>Nel corso della cerimonia è stato inoltre assegnato il Premio per la Libertà di Informazione al giornalista Roberto Savio, fondatore dell’agenzia Inter Press Service (IPS) e rappresentante di UPAZ Italia, per una carriera dedicata alla difesa della verità, al giornalismo indipendente e alla promozione dei valori democratici.</p>
<p>Il programma ha incluso anche un panel di esperti internazionali dedicato alle sfide legate alle migrazioni, allo sfollamento forzato e alla protezione internazionale. Tra i relatori: Pedro Hernández, Vice Direttore Migrazione del Ministero degli Affari Esteri del Cile; Andrés Celis, Rappresentante dell’UNHCR in Costa Rica; la prof.ssa Adriana Salcedo, docente associata della UPAZ; e Andrea Guadamuz, Coordinatrice dell’Ufficio di Assistenza Umanitaria della UPAZ.</p>
<p>Ad aprire e chiudere la cerimonia sono stati gli interventi del Rettore della UPAZ, Francisco Rojas Aravena, del Vice Ministro degli Affari Esteri del Costa Rica, Alejandro Solano, della Coordinatrice Residente ad interim del Sistema ONU in Costa Rica e Rappresentante UNICEF, Yvette Blanco, che hanno sottolineato l’eredità storica dell’Università e la sua rilevanza nel panorama internazionale contemporaneo.</p>
<p>La celebrazione si è conclusa con una ricezione ufficiale presso il ristorante Tabacari, all’interno del Parco Ricreativo dell’Università, offrendo un momento di incontro informale tra autorità, corpo diplomatico, docenti e studenti.</p>
<p>Con questa commemorazione, l’Università per la Pace ha non solo ricordato 45 anni di contributi concreti alla costruzione della pace, ma ha ribadito il proprio impegno a formare leader globali capaci di affrontare le sfide del presente e del futuro con una visione fondata su diritti umani, dialogo e cooperazione internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/luniversita-per-la-pace-celebra-45-anni-di-impegno-globale-con-una-cerimonia-internazionale-in-costa-rica/">L’Università per la Pace celebra 45 anni di impegno globale con una cerimonia internazionale in Costa Rica</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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