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	<title>News Archivi - Mediterraneum Foundation</title>
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	<title>News Archivi - Mediterraneum Foundation</title>
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		<title>La « Grande Dame »  dell&#8217;altermondialismo, Susan George</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/03/02/la-grande-dame-dellaltermondialismo-susan-george/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Petrella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 09:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci ha lasciato questo febbraio 2026, all&#8217;età di 91 anni. Tra gli attivisti della società civile che negli ultimi 50 anni hanno segnato a livello internazionale la lotta contro la &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ha lasciato questo febbraio 2026, all&#8217;età di 91 anni. Tra gli <em>attivisti della società civile</em> che negli ultimi 50 anni hanno segnato a livello internazionale la lotta contro la  globalizzazione nefasta dell’economia imposta dai  poteri dominanti, Susan George rappresenta sicuramente la « <em>Grande Dame » dell&#8217;altermondialismo.</em> Vandana Shiva è <em>la Pasionaria; </em>Jean Ziegler, <em>il Grande Demistificatore che denuncia;</em> Walden Bello, <em>Il Ribelle</em>; il tandem Ignacio Ramonet-Bernard Cassen, <em>I Testimoni mobilitatori</em>; Samir Amin,<em> L&#8217;Ideologo</em>; Pablo Solon Romero, Il <em>Diplomatico;</em> Manu Chao, <em>il Cantante dell&#8217;Umanità</em>, Aminata Traoré, <em>la Scomoda;</em> Danielle Mitterrand , <em>la Coscienza&#8230; (con le mie scuse agli altri amici e amiche di grande valore che non ho potuto menzionare</em> )</p>
<p>Susan è stata “Grande” dal punto di vista intellettuale e umano, per la profondità, il rigore e l&#8217;ampiezza delle sue analisi, le sue prese di posizione pubbliche e i suoi interventi all&#8217;interno dei movimenti sociali, e “Dame” per la sua gentilezza, la sua cortesia (anche nei confronti degli oppositori), la sua capacità di ascoltare gli altri , la sua saggezza al servizio delle istituzioni e dei gruppi impegnati nella <u>ricerca militante</u> (come il <em>Transnational Institute</em> ad Amsterdam, <em>Attac </em>a Parigi e il <em>Collectif Roosevelt</em> a Parigi&#8230; di cui è stata , per tutti e tre, presidente e presidente onorario per molti anni).</p>
<p>Le sue convinzioni e il suo impegno altermondialista si strutturano in occasione della sua prima importante opera pubblicata nel 1978 contro la fame nel mondo <em><u>Comme  meurt l’autre moitié du monde</u></em><u>.</u> In essa critica aspramente il capitalismo liberale come sistema sociale responsabile del massacro e nomina le multinazionali occidentali , in particolare quelle americane , come principali responsabili della morte dell&#8217;altra metà del mondo. Denuncia inoltre con forza e attenzione il sostegno e l&#8217;aiuto complici forniti dalle grandi istituzioni intergovernative internazionali finanziarie e commerciali, dominate dagli Stati del “Nord” , come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale , il GATT (diventato OMC &#8211; Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1994).</p>
<p>Evidenzia inoltre i tre strumenti/meccanismi attraverso i quali, a suo avviso, le multinazionali hanno provocato la morte per fame: gli investimenti, il debito imposto ai paesi del Sud, il commercio.</p>
<p>Ricordiamo che siamo nel 1978, quando il mondo cercava di riprendersi dalla grande crisi del sistema finanziario internazionale del 1971-73, mentre era in piena crisi alimentare e i dominanti si preparavano a lanciare la loro grande offensiva di politiche di adeguamento strutturale per garantire la loro sopravvivenza e consolidare il loro potere .</p>
<p>A partire dal suo libro, le multinazionali, le istituzioni finanziarie e commerciali internazionali pubbliche e i tre strumenti (investimenti, debito e commercio) sono stati i temi centrali e permanenti del lavoro di ricerca e dell&#8217;impegno militante di Susan. In questo modo , ha offerto all&#8217;altermondialismo preziosi strumenti di lotta</p>
<p>&#8211; contro le strategie di investimento delle multinazionali e delle istituzioni di Bretton Wood e , in particolare contro l&#8217;approvazione dell&#8217; AMI , il pericolosissimo Accordo multilaterale sugli investimenti negoziato in segreto all&#8217;interno dell&#8217;OCSE (29 paesi del mondo occidentale ) tra il 1995 e il 1997. Dopo la loro vittoria ottenuta con la creazione dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio, i dominanti credevano di poter consolidare il loro potere mondiale chiudendo il binomio commercio + investimenti, ma sono stati costretti ad abbandonare l&#8217;AMI nel 1998 sotto la pressione dell&#8217;opposizione di un vasto movimento popolare mondiale;</p>
<p>&#8211; contro il debito e l&#8217;indebitamento dei paesi del Sud. Di grande lucidità sono i suoi due libri sull&#8217;argomento <em><u>Jusqu&#8217;au cou: enquête sur la dette du Tiers Monde</u></em> (1988) e L&#8217;effet boomerang. Choc en retour de la dette du Tiers Monde (1992) . Una battaglia portata avanti con forza, passione e rigore da oltre vent&#8217;anni, tra gli altri, da Eric Toussaint e dalla straordinaria rete internazionale del Comitato per l&#8217;abolizione del debito del Terzo Mondo (CADTM), di cui Eric è il portavoce;</p>
<p>&#8211; contro il commercio iniquo e predatorio . Ricorderemo gli innumerevoli interventi di Susan George contro l&#8217;AGCS &#8211; Accordo generale sul commercio dei servizi.</p>
<p>Resta il fatto che, a mio avviso, il suo contributo culturale, ideologico e politico più simbolico è rappresentato dalla sua critica alle multinazionali capitaliste, che lei stigmatizza come <u>Gli usurpatori,</u> (<em><u>Les Usurpateurs</u></em>) inunouno dei suoi ultimi libri ( 2014). In questo campo, Susan ci ha regalato un “piccolo” capolavoro, Il Rapporto di Lugano, un&#8217;opera di 355 pagine pubblicata in inglese nel 1999 e poi, in francese, da Fayard, nel 2000. In questo Rapporto (tutto fittizio) riunisce in una villa a Lugano nove rappresentanti del mondo degli affari e della finanza che si interrogano sul futuro del capitalismo. Preoccupati, arroganti, cinici, le loro riflessioni e proposte sono perverse. Susan ha saputo sondare l&#8217;anima, e non solo la mente, dei sostenitori del capitalismo, tanto che gran parte delle loro “previsioni”, scelte e obiettivi &#8211; spaventosi &#8211; sono diventati realtà negli ultimi anni. La nostra Grande Dame non esce disperata da questo esercizio. Propone elementi chiave per l&#8217;azione, per la costruzione di un pianeta capace di ragione, responsabilità, giustizia, fraternità e pace.</p>
<p>Di questo abbiamo bisogno più che mai. La lotta continua.</p>
<p>Fontaine de Vaucluse, 24 febbraio 2026</p>
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		<item>
		<title>U-PEACE e Mediterraneum Foundation avviano una collaborazione strategica per promuovere un uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/u-peace-e-mediterraneum-foundation-avviano-una-collaborazione-strategica-per-promuovere-un-uso-etico-e-responsabile-dellintelligenza-artificiale-nella-pubblica-amministrazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma – L’Università per la Pace (U-PEACE), istituzione accademica fondata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la Mediterraneum Foundation, ente del Terzo Settore con sede a Roma impegnato nella valorizzazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma – L’Università per la Pace (U-PEACE), istituzione accademica fondata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la Mediterraneum Foundation, ente del Terzo Settore con sede a Roma impegnato nella valorizzazione del Mediterraneo come spazio di dialogo, pace e cooperazione, annunciano oggi la sigla di un accordo di collaborazione volto a sostenere le Pubbliche Amministrazioni italiane nel governo etico, consapevole e responsabile dell’Intelligenza Artificiale.</p>
<p>L’Intelligenza Artificiale sta trasformando profondamente il funzionamento della Pubblica Amministrazione — dalla progettazione dei servizi alla gestione dei procedimenti, dall’interazione con i cittadini all’automazione dei processi decisionali. Sebbene le opportunità siano significative, altrettanto rilevanti sono i rischi legati alla trasparenza, alla responsabilità delle scelte pubbliche, alla protezione dei dati personali e alla tutela dei diritti fondamentali.</p>
<p>In un quadro normativo internazionale, europeo e nazionale ancora in evoluzione, il progetto promosso da UPEACE Italia, in partnership con la Mediterraneum Foundation, nasce per accompagnare gli Enti pubblici nell’adozione di sistemi di AI che rispettino pienamente i principi democratici, la tutela della persona e i valori costituzionali, favorendo un approccio realmente antropocentrico alla tecnologia.</p>
<p><strong>Obiettivi del progetto</strong></p>
<p>Il programma congiunto intende:</p>
<ul>
<li>Supportare gli Enti pubblici nell’utilizzo dell’AI in coerenza con legalità, trasparenza e diritti fondamentali;</li>
<li>Rafforzare le competenze del personale su etica, governance e impatti dell’AI nei processi amministrativi;</li>
<li>Migliorare la qualità dei servizi pubblici percepita da cittadini e imprese;</li>
<li>Ridurre il rischio giuridico e reputazionale, garantendo un uso controllato e responsabile dei sistemi algoritmici;</li>
<li>Accompagnare l’Ente in un percorso di innovazione istituzionale che lo posizioni come modello di riferimento a livello nazionale e internazionale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un partenariato con valenza ONU</strong></p>
<p>Grazie alla collaborazione con la U-PEACE, l’Ente aderente entra in una rete internazionale riconosciuta dall’ONU dedicata alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo di buone pratiche su temi quali pace, diritti umani e tecnologie emergenti.</p>
<p><strong>La partnership potrà concretizzarsi in:</strong></p>
<ul>
<li>iniziative congiunte di alto profilo (convegni, tavole rotonde, conferenze) con riconoscimento istituzionale UPEACE/ONU;</li>
<li>percorsi formativi dedicati, costruiti su misura delle esigenze dell’Ente;</li>
<li>posizionamento dell’Amministrazione come caso pilota sul tema “AI, etica e servizio pubblico”.</li>
<li>Formazione, certificazioni e accreditamenti</li>
<li>Il progetto prevede diversi livelli operativi per rispondere alle necessità delle amministrazioni:</li>
<li>Formazione interna finanziata dal bilancio dell’Ente</li>
</ul>
<p>UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation possono erogare corsi e rilasciare attestati ufficiali pienamente validi ai fini della formazione del personale, senza necessità di ulteriori accreditamenti regionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Formazione finanziata tramite fondi europei, PNRR o bandi regionali</strong></p>
<p>Qualora l’Amministrazione intenda partecipare a bandi o utilizzare fondi che richiedano accreditamento regionale, si prevede la collaborazione con un ente formativo italiano accreditato, mentre UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation operano come partner scientifici e istituzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Formazione con crediti ufficiali (CFU, ECM, Ordini professionali)</strong></p>
<p>Per percorsi che prevedono il rilascio di crediti formativi, il modello prevede il coinvolgimento di enti accreditati presso MIUR/MUR, ECM o ordini professionali, con UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation come garanti scientifici e co-branding istituzionale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Una visione condivisa per un Mediterraneo innovatore e responsabile</strong></p>
<p>La collaborazione con la Mediterraneum Foundation si inserisce in una più ampia visione che promuove il Mediterraneo come spazio strategico di dialogo, innovazione e cooperazione. La Fondazione, attiva in ambito culturale, educativo e di ricerca, contribuisce alla costruzione di partenariati euro-mediterranei orientati alla pace e allo sviluppo umano sostenibile.</p>
<p>“<em>L’Amministrazione pubblica ha oggi l’opportunità e la responsabilità di governare l’Intelligenza Artificiale con criteri etici e democratici</em>”, ha dichiarato Gennaro Damato, presidente della Fondazione. “Questa collaborazione fornisce gli strumenti necessari per farlo in modo consapevole e autorevole”.</p>
<p>“<em>Il Mediterraneo è un crocevia di innovazione e di dialogo. Portare qui un progetto di governance responsabile dell’AI significa guardare al futuro con visione e coraggio</em>”, ha concluso Damato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Università per la Pace celebra 45 anni di impegno globale con una cerimonia internazionale in Costa Rica</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/luniversita-per-la-pace-celebra-45-anni-di-impegno-globale-con-una-cerimonia-internazionale-in-costa-rica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San José, Costa Rica – L’Università per la Pace (UPAZ) ha celebrato il suo 45° anniversario con una cerimonia di alto profilo tenutasi presso il campus Rodrigo Carazo, alla presenza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/luniversita-per-la-pace-celebra-45-anni-di-impegno-globale-con-una-cerimonia-internazionale-in-costa-rica/">L’Università per la Pace celebra 45 anni di impegno globale con una cerimonia internazionale in Costa Rica</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>San José, Costa Rica – L’Università per la Pace (UPAZ) ha celebrato il suo 45° anniversario con una cerimonia di alto profilo tenutasi presso il campus Rodrigo Carazo, alla presenza di rappresentanti governativi, diplomatici, esponenti del sistema delle Nazioni Unite, accademici e studenti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Fondata nel 1980 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Università per la Pace ha riaffermato, nel corso dell’evento, il proprio ruolo strategico nella promozione della pace, della cooperazione multilaterale e del dialogo interculturale, in un contesto globale segnato da conflitti, crisi umanitarie e crescenti flussi migratori.</p>
<p>Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla consegna dei Premi Internazionali dell’Università per la Pace. Il Premio per la Promozione della Pace è stato conferito ai governi di Costa Rica, Irlanda e Norvegia per la loro leadership nell’Iniziativa Umanitaria sulle Armi Esplosive nelle Aree Popolate (EWIPA), riconoscendo l’impegno concreto nella tutela dei civili e nella riduzione dell’impatto umanitario dei conflitti armati.</p>
<p>Il premio per il Governo del Costa Rica è stato ritirato da Ana Lorena Villalobos Brenes, Direttrice ad interim del Protocollo del Ministero degli Affari Esteri. L’Ambasciatore d’Irlanda in Messico, S.E. Ruairí de Búrca, ha ricevuto il riconoscimento a nome del proprio Paese, mentre la consegna al Governo della Norvegia è prevista nelle prossime settimane.</p>
<p>Nel corso della cerimonia è stato inoltre assegnato il Premio per la Libertà di Informazione al giornalista Roberto Savio, fondatore dell’agenzia Inter Press Service (IPS) e rappresentante di UPAZ Italia, per una carriera dedicata alla difesa della verità, al giornalismo indipendente e alla promozione dei valori democratici.</p>
<p>Il programma ha incluso anche un panel di esperti internazionali dedicato alle sfide legate alle migrazioni, allo sfollamento forzato e alla protezione internazionale. Tra i relatori: Pedro Hernández, Vice Direttore Migrazione del Ministero degli Affari Esteri del Cile; Andrés Celis, Rappresentante dell’UNHCR in Costa Rica; la prof.ssa Adriana Salcedo, docente associata della UPAZ; e Andrea Guadamuz, Coordinatrice dell’Ufficio di Assistenza Umanitaria della UPAZ.</p>
<p>Ad aprire e chiudere la cerimonia sono stati gli interventi del Rettore della UPAZ, Francisco Rojas Aravena, del Vice Ministro degli Affari Esteri del Costa Rica, Alejandro Solano, della Coordinatrice Residente ad interim del Sistema ONU in Costa Rica e Rappresentante UNICEF, Yvette Blanco, che hanno sottolineato l’eredità storica dell’Università e la sua rilevanza nel panorama internazionale contemporaneo.</p>
<p>La celebrazione si è conclusa con una ricezione ufficiale presso il ristorante Tabacari, all’interno del Parco Ricreativo dell’Università, offrendo un momento di incontro informale tra autorità, corpo diplomatico, docenti e studenti.</p>
<p>Con questa commemorazione, l’Università per la Pace ha non solo ricordato 45 anni di contributi concreti alla costruzione della pace, ma ha ribadito il proprio impegno a formare leader globali capaci di affrontare le sfide del presente e del futuro con una visione fondata su diritti umani, dialogo e cooperazione internazionale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Petrella: &#8220;C&#8217;è un futuro per Gaza oltre il piano di Trump&#8221;</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/10/15/ce-un-futuro-per-gaza-oltre-il-piano-di-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 13:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Riccardo Petrella &#8211; Sono giorni di grande agitazione e di forti pressioni contrastanti. Molti di noi abbiamo grandi esitazioni su cosa pensare e come reagire: le speranze e le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/10/15/ce-un-futuro-per-gaza-oltre-il-piano-di-trump/">Petrella: &#8220;C&#8217;è un futuro per Gaza oltre il piano di Trump&#8221;</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Di Riccardo Petrella &#8211; Sono giorni di grande agitazione e di forti pressioni contrastanti. Molti di noi abbiamo grandi esitazioni su cosa pensare e come reagire: le speranze e le gioie si mescolano con i timori, le delusioni, il dolore . Una cosa mi pare certa: più i dominanti affermano che siamo vicini all&#8217;orizzonte della pace e della giustizia più esse si allontanano..  </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Siamo tutti sinceramente entusiasti della cessazione (temporaria) della totale distruzione della città di Gaza (ormai restava pochissimo da distruggere!),del rilascio degli ostaggi e del ritiro  parziale dell&#8217;esercito israeliano  dai nuovi territori occupati,  così come dell&#8217;autorizzazione (sic!) israeliana dell&#8217;entrata nella striscia  di 400 camion di viveri su due mila. Credo che pochi dimenticheremo le immagini apocalittiche di questi ultimi giorni di centinaia di migliaia di Palestinesi in cammino, prima in esodo da Gaza e poi di ritorno  a Gaza per ritrovare le loro case (!) e i corpi di <u>diecimila</u> dispersi dei loro cari verosimilmente seppelliti dalle macerie.</span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Però, se gli USA e lo Stato di Israele, con la complicità cinica della maggioranza degli Stati europei e di alcuni Stati arabi mediorientali, imporranno l&#8217;applicazione delle fasi successive previste dal cosiddetto &#8220;piano di pace&#8221; proposto dagli USA di Trump (<u>che invito a leggere nei dettagli)</u> la situazione sarà nuovamente drammatica marcata dalla sparizione a termine dell&#8217;idea di uno &#8220;Stato palestinese&#8221; sovrano (l&#8217;ANP della Cisgiordania non è che una cattiva idea di quel che dovrebbe essere uno &#8220;Stato&#8221;), e dalla creazione di un&#8217;autorità politica internazionale, presieduta dal presidente  degli Stati Uniti, incaricata di realizzare e far rispettare il piano di ricostruzione di Gaza. Questo, come sappiamo, prevede una grande  operazione immobiliare di trasformazione della regione di Gaza in una &#8220;Costa Azzurra&#8221;  per le classi ricche di Israele e dei paesi arabi della regione pronti a stabilire dei  rapporti di buon vicinato tra loro. Un&#8217;operazione concepita  da un consorzio internazionale finanziario guidato da un&#8217;impresa del genero di Trump e il sostegno (più di due miliardi di dollari) da parte dell&#8217;Arabia Saudita. Non a caso, il genero di Trump figura tra i protagonisti dei negoziati  di queste settimane in vista del piano azione per la pace.</span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ed i Palestinesi, la Palestina in questo scenario ? Forget about. Al meglio che vada, il risultato finale del piano di pace sarà l&#8217;attribuzione alla &#8220;Palestina&#8221; di uno statuto di &#8220;colonia internazionale&#8221;, destino classico accordato dalla &#8220;pace dei dominanti&#8221; ai deboli ed ai vinti. Vi dice qualcosa &#8220;la pax americana&#8221;? Altro che pace, giustizia, libertà&#8230; </span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ora, chi può affermare e credere che i cittadini Palestinesi, del Libano, ed i milioni di cittadini che da almeno due anni nel mondo intero hanno manifestato in difesa della Palestina e dei diritti del popolo palestinese potranno facilmente accettare lo scenario imposto dal presidente degli USA che si crede il signore mondiale al di sopra di qualsiasi altra Legge che i suoi decreti, e che ha ha fatto ingoiare all&#8217;altro signore mondiale, il primo ministro israeliano, che si crede, anche lui, per mandato divino, al di sopra della Legge?  </span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi la Palestina è diventata &#8211; è una sorpresa per molti &#8211; il simbolo della lotta mondiale contro il disprezzo totale da parte dei dominanti dei diritti universali e dei beni comuni pubblici mondiali e contro l&#8217;affermazione del totalitarismo coloniale planetario in nome dei dogmatismi di stampo religioso stile Israele sionista e quello di stampo più volgare, trumpiano, legato alla potenza suprema ed al dominio assoluto del denaro, un dogmatismo di violenza erede dell&#8217;impero americano che non vuole morire. </span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Penso, tra l&#8217;altro, alla grande iniziativa, luminosa, di cittadini di vari paesi del mondo, in particolare europei, di organizzare la navigazione di una Flotilla Global Sumud (una cinquantina di imbarcazioni con equipaggi interamente disarmati) verso la striscia di Gaza per portare viveri e medicinali ai Palestinesi malgrado il bloccaggio instaurato da Israele. Israele ha preso d&#8217;assalto le imbarcazioni della Flotilla in acque internazionali ed ha messo fine all&#8217;iniziativa e messo in prigione un buon numero di militanti, poi rilasciati. Ma i militanti hanno vinto in stima e riconoscimento in seno all&#8217;opinione pubblica mondiale sul piano etico e politico..</span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sono convinto che la forza etica, sociale e politica così espressa non si indebolirà nei prossimi mesi se il piano di Trump dovesse essere messo in atto. La violenza dei dogmatismi autocratici ha sempre provocato disastri (persecuzioni, apartheid, guerre, genocidi) ma non ha mai vinto lo  spirito di giustizia. Neanche la violenza del sistema America di Trump e del sistema genocidario del governo di Netanyahu vincerà. La lotta dei cittadini, del Sud globale come del Nord globale, lo impedirà.</span></span></span></p></blockquote>
<p>Riccardo Petrella &#8211; <span style="font-family: apple-system-font;">Presidente dell&#8217;Istituto Europeo di Ricerca sulla Politica dell&#8217;Acqua a Bruxelles, è professore emerito dell&#8217;Università Cattolica di Lovanio (Belgio) dove ha insegnato &#8220;mondializzazione&#8221;. E&#8217; promotore dell&#8217;Università del Bene Comune a Verona con la quale ha lanciato nel 2012 in Italia insieme a numerose organizzazioni l&#8217;iniziativa internazionale &#8220;Dichiariamo illegale la povertà &#8211; Banning poverty 2018&#8221;. E&#8217; considerato il pioniere dell&#8217;acqua pubblica in Europa da cui è nato il movimento dell&#8217;Acqua Bene Comune in Italia. Fra i principali esponenti dell&#8217;altermondialismo ha creato nel 1991 il Gruppo di Lisbona, il cui rapporto &#8220;Limiti alla competitività&#8221; è stato tradotto in 12 lingue. Ha insegnato Ecologia umana all&#8217;Accademia di Architettura a Mendrisio (Svizzera).</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/10/15/ce-un-futuro-per-gaza-oltre-il-piano-di-trump/">Petrella: &#8220;C&#8217;è un futuro per Gaza oltre il piano di Trump&#8221;</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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		<item>
		<title>In Camerun la sfida dell&#8217;etica e della consapevolezza per un futuro digitale e Sostenibile</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/08/12/ethics-peace-for-a-digital-future-camerun-formazione-e-consapevolezza-per-un-futuro-digitale-sostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 08:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Nel cuore dell’Africa sub-sahariana, il Camerun si trova a vivere una fase di trasformazione profonda e veloce, alimentata da fenomeni globali come la digitalizzazione e l’emergere dell&#8217;intelligenza artificiale (AI).&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"> </h3>



<p>Nel cuore dell’Africa sub-sahariana, il Camerun si trova a vivere una fase di trasformazione profonda e veloce, alimentata da fenomeni globali come la <strong>digitalizzazione</strong> e l’emergere dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale (AI)</strong>. A fronte di sfide locali — disuguaglianze sociali, instabilità politica e fragilità istituzionali — il Paese sta cercando di capitalizzare le sue potenzialità, tra cui una popolazione giovane, un forte legame con la spiritualità e una crescente richiesta di sviluppo. E&#8217; un progetto che la Mediterraneum Foundation seguirà insieme a Upeace, l&#8217;Università della Pace riconosciuta dalle Nazioni Unite e dalla Fondazione diretta dal professor Martin Nkafu Nkminkia.</p>



<p>Per affrontare questa transizione, nasce il progetto <strong>“Ethics &amp; Peace for a Digital Future – Camerun”</strong>, un’iniziativa che punta a fornire a istituzioni, educatori e cittadini gli strumenti necessari per navigare l’era digitale con <strong>consapevolezza etica</strong>, rispettando le tradizioni culturali locali.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Un Progetto che Unisce Etica, Tecnologia e Cultura</strong></h4>



<p>L’obiettivo del progetto è duplice: favorire l’adozione delle nuove tecnologie in modo responsabile e promuovere una <strong>formazione integrata</strong> che coniughi il digitale con <strong>valori universali</strong> come la giustizia sociale, i diritti umani e il rispetto della diversità culturale. Il programma è strutturato attorno a tre pilastri principali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Rafforzamento delle competenze istituzionali</strong>, in particolare nella pubblica amministrazione, per una gestione digitale etica e inclusiva.</li>



<li><strong>Formazione accademica e spirituale</strong> su intelligenza artificiale, etica e dialogo interculturale, indirizzata a studenti, educatori e leader spirituali.</li>



<li><strong>Divulgazione territoriale</strong>, attraverso incontri che raggiungano anche le comunità più isolate, sfruttando le strutture educative e religiose locali.</li>
</ol>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Collaborazione tra Soggetti Locali e Internazionali</strong></h4>



<p>Il progetto è il frutto di una <strong>collaborazione internazionale</strong> che coinvolge diverse organizzazioni e istituzioni di prestigio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>LATS – Laboratoire Afrique de Théologie et de Spiritualité (Camerun)</strong>: il principale partner locale, che fornirà la conoscenza del territorio e delle dinamiche culturali.</li>



<li><strong>UPEACE – Università per la Pace delle Nazioni Unite</strong>: un ente riconosciuto a livello mondiale per la formazione in pace, diritti umani e governance digitale, che contribuirà con la sua expertise nella <strong>formazione accademica</strong>.</li>



<li><strong>NCDEIF – International Framework on Norms, Cybersecurity and Digital Ethics in the AI Age</strong>: piattaforma internazionale che promuove l’etica digitale, il cui supporto garantirà l&#8217;approccio avanzato alla <strong>cybersecurity</strong> e alla gestione dei dati.</li>



<li><strong>Prof. Martin Nkafu</strong>, direttore scientifico del progetto, è una figura di riferimento nel <strong>dialogo tra spiritualità africana, filosofia e intelligenza artificiale</strong>.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Obiettivi: Un Modello Sostenibile per il Futuro Digitale</strong></h4>



<p>Il progetto intende costruire in Camerun un modello educativo che possa diventare <strong>esempio per altri Paesi africani</strong>, rafforzando la governance digitale e creando consapevolezza sull’impatto dell’AI nelle vite quotidiane. Tra gli obiettivi principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Formazione della pubblica amministrazione</strong> su temi di <strong>governance digitale</strong>, etica e partecipazione.</li>



<li>Offrire <strong>percorsi formativi accademici</strong> su <strong>AI etica</strong>, dialogo interculturale e <strong>coesione sociale</strong>.</li>



<li>Promuovere <strong>l’alfabetizzazione digitale</strong> nelle <strong>comunità rurali</strong>, attraverso incontri in scuole e chiese.</li>



<li>Creare un <strong>Osservatorio africano sull’etica digitale</strong>, che opererà come centro di ricerca e raccolta dati sul tema dell’AI.</li>



<li>Costruire un modello <strong>scalabile e replicabile</strong> in altri Paesi africani, a partire da quelli già in dialogo con UPEACE e NCDEIF.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Tre Linee Operative per un Futuro Integrato</strong></h4>



<p>Il progetto si articola in tre principali linee operative che si integrano tra loro:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Formazione per la Pubblica Amministrazione</strong>: moduli rivolti a funzionari e amministratori locali, con focus sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, <strong>cybersecurity</strong> e una visione interculturale dei diritti umani. La formazione sarà certificata da <strong>UPEACE</strong> e supportata da <strong>NCDEIF</strong>.</li>



<li><strong>Alta Formazione in AI Etica, Spiritualità e Dialogo Interculturale</strong>: un percorso accademico rivolto a studenti, educatori e religiosi, con moduli su <strong>intelligenza artificiale</strong>, <strong>diritti umani</strong>, <strong>filosofia africana</strong> e <strong>mediazione interculturale</strong>. Questo contribuirà alla creazione dell&#8217;Osservatorio Etico Digitale Africano, con sede presso il LATS.</li>



<li><strong>Incontri Divulgativi nei Villaggi</strong>: il progetto prevede attività educative nelle <strong>aree rurali</strong>, con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità sull’AI, stimolando riflessioni etiche e promuovendo una cultura di <strong>innovazione responsabile</strong>. Le <strong>chiese e le scuole</strong> locali diventeranno spazi di dialogo e crescita per la popolazione.</li>
</ol>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Impatto e Sostenibilità: Un Progetto a Lungo Periodo</strong></h4>



<p>L’impatto atteso è significativo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>300 funzionari pubblici</strong> formati su tematiche etico-digitali.</li>



<li>Attivazione di <strong>10 moduli accademici</strong> presso LATS e altre istituzioni partner.</li>



<li>Formazione di <strong>50 facilitatori locali</strong> per garantire la continuità del progetto.</li>



<li>Attivazione dell’<strong>Osservatorio Etico Digitale Africano</strong>.</li>



<li>Coinvolgimento di oltre <strong>1.000 cittadini</strong> nelle aree rurali.</li>
</ul>



<p>Il progetto si basa sull’utilizzo di <strong>infrastrutture già esistenti</strong> (chiese, scuole, centri comunitari), sulla <strong>formazione locale</strong> dei facilitatori e sulla <strong>creazione di contenuti adattabili</strong> a diversi contesti culturali e linguistici. Grazie alla sua struttura modulare, potrà essere facilmente replicato in altri Paesi africani.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione: Un Modello di Sostenibilità per l’Africa del Futuro</strong></h4>



<p>“<strong>Ethics &amp; Peace for a Digital Future – Camerun</strong>” non è solo un progetto educativo. È un <strong>esempio concreto</strong> di come l’Africa possa affrontare il futuro digitale non come destinataria passiva di innovazioni esterne, ma come protagonista consapevole di un mondo in rapida evoluzione. Con l’approccio integrato di <strong>etica</strong>, <strong>spiritualità</strong> e <strong>tecnologia</strong>, il Camerun si prepara a guidare un cambiamento che non riguarda solo l’Africa, ma il mondo intero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/08/12/ethics-peace-for-a-digital-future-camerun-formazione-e-consapevolezza-per-un-futuro-digitale-sostenibile/">In Camerun la sfida dell&#8217;etica e della consapevolezza per un futuro digitale e Sostenibile</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maria alla Frontiera: un ponte di storie tra Sicilia e Tunisia</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/08/12/maria-alla-frontiera-un-ponte-di-storie-tra-sicilia-e-tunisia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 08:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un tratto di mare che non divide, ma unisce. È il Mediterraneo, culla di civiltà e crocevia di culture. Ed è proprio in questo spazio sospeso tra Europa e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un tratto di mare che non divide, ma unisce. È il Mediterraneo, culla di civiltà e crocevia di culture. Ed è proprio in questo spazio sospeso tra Europa e Africa che nasce <em>Maria alla Frontiera</em>, il nuovo progetto cinematografico promosso dalla <strong>Fondazione Mediterraneum ETS</strong> di Roma.</p>



<p>Fondata con l’obiettivo di riaffermare la centralità del Mediterraneo nello scenario geopolitico e culturale europeo, la Fondazione si impegna a tessere legami di dialogo, pace e cooperazione tra i popoli che abitano le sue sponde. Come scrive il presidente <strong>Gennaro Damato</strong>:</p>



<p>“La nostra missione è promuovere e rafforzare la centralità del Mediterraneo […] incoraggiando il dialogo, la pace e la cooperazione tra i popoli riverani di questa meravigliosa mare.”</p>



<p>Le attività della Fondazione spaziano dall’arte alla ricerca, dall’educazione alla promozione del dialogo interreligioso e interculturale, sempre con uno sguardo attento allo sviluppo di nuove forme di partenariato euro-mediterraneo.</p>



<p>Il documentario <em>Maria alla Frontiera</em>, ideato da <strong>Gennaro Damato</strong> in collaborazione con <strong>Piero Messina</strong>, si muove tra <strong>Mazara del Vallo</strong>, vivace borgo di pescatori siciliano, e <strong>La Goulette</strong>, quartiere affacciato sul mare alla periferia di Tunisi. Due luoghi lontani appena un braccio di mare, legati da secoli di scambi, migrazioni e intrecci culturali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Damato, &#8220;tra Sicilia e Tunisia alla ricerca dei tratti comuni&#8221;</h4>



<p>“<em>L’histoire se déroule entre Mazara del Vallo […] et La Goulette […] illustrant l’entrelacement des cultures et des traditions qui caractérise ces deux communautés.”</em></p>



<p>La protagonista è Maria, giovane donna la cui vicenda si snoda tra queste due comunità, specchio di un Mediterraneo che, nonostante le sfide, resta un luogo di incontro vitale. Attraverso i suoi occhi, lo spettatore scopre tradizioni condivise, radici comuni e nuove forme di convivenza.</p>



<p>Il film non vuole essere solo un racconto, ma anche un gesto di diplomazia culturale. Come sottolinea la Fondazione, l’obiettivo è “favorire la comprensione reciproca e costruire ponti laddove troppo spesso vediamo muri.”</p>



<p><em>Maria alla Frontiera</em> promette di essere più di un documentario: un invito a guardare il Mediterraneo non come una linea di separazione, ma come uno spazio di possibilità e di storie intrecciate.</p>
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		<title>Laura Ephrikian e  Mediterraneum Foundation  insieme per l&#8217;Africa</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/07/14/laura-ephrikian-e-mediterraneum-foundation-insieme-per-lafrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 11:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua l’impegno di Laura Ephrikian per i bambini africani. Da oltre 30 anni al lavoro per la solidarietà e la cooperazione. Da quest’anno inizia la partnership con Mediterraneum Foundation. Da&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Continua l’impegno di <strong>Laura Ephrikian</strong> per i bambini africani. Da oltre 30 anni al lavoro per la solidarietà e la cooperazione. Da quest’anno inizia la partnership con Mediterraneum Foundation.<br></p>



<p>Da oltre trenta anni Laura Ephrikian è impegnata in missioni di solidarietà a favore dei bambini africani. Anche quest’anno, l’attrice e autrice, sta portando avanti un progetto in Kenya. La Missione del 2025 consiste nel realizzare una scuola – e le necessarie strutture di supporto &#8211; in un piccolo villaggio del Paese. Ad ottobre dello scorso anno c’è stato il primo incontro con Padre “Giulio”. In quel piccolo villaggio, accanto a una chiesetta in lamiera, c’è lo scheletro di un edificio totalmente da ristrutturare. Il sogno di Laura è far diventare scuola quell’edificio oggi precario. “I bambini di quel villaggio – racconta Ephrikian – devono percorrere chilometri e chilometri a piedi in una grande strada sterrata percorsa da veicoli pesanti che sfrecciano ad alta velocità. E’ una situazione di costante pericolo. Per questo è necessario far sorgere una scuola in quel villaggio”. C’è una scuola da costruire, attorno alla quale creare un ecosistema di aiuti per la popolazione di quello sperduto lembo di terra.<br>Dal primo viaggio in Kenya, a Malindi nel 1992, Ephrikian ha realizzato decine e decine di interventi a favore delle popolazioni africane. In una recente intervista, Ephrikian ha spiegato l’importanza dei suoi “piccoli ma enormi interventi”: “Ho creato una pagina Facebook dove posto tutte le iniziative che organizzo per l&#8217;Africa: mercatini solidali, giornate di beneficenza, presentazioni di libri. Grazie a queste iniziative è stato possibile realizzare un&#8217;importante raccolta fondi da destinare ai miei bambini africani. È impagabile l&#8217;emozione che provo ogni volta che questi bambini mi guardano; nei loro occhi leggo felicità: hanno già la sensazione che io possa portare loro qualcosa di buono e questo mi riempie di gioia e mi fa fare tutto con entusiasmo. Mi occupo di loro come meglio posso. Sono disposta a tutto, pur di portare in Africa un sacchetto di soldi e medicine per chi ne ha bisogno”.<br>“Ho coinvolto anche gli amici non mi sono vergognata e non mi vergogno di chiedere aiuto. Dico sempre che non bisogna donare per forza cifre enormi: voglio che tutti diano poco, anche cinque euro, perché quel poco può fare tanto”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Laura Ephrikian e Mediterraneum Foundation </h2>



<p>Quest’anno, nel portare avanti il progetto di solidarietà per i bambini africani, al fianco di Laura Ephrikian c’è la Mediterraneum Foundation ETS. “Con l’ausilio, la collaborazione e la partnership con la Fondazione &#8211; spiega Ephrikian – sono convinta si possano rafforzare quei percorsi di “costruzione di pace” lungo cui mi cimento da tanto tempo”. Grazie a questo accordo, le iniziative di solidarietà portate avanti da Ephrikian potranno ottenere il sostegno di chiunque, attraverso la donazione del “5X Mille” alla Mediterraneum Foundation.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="832" style="aspect-ratio: 464 / 832;" width="464" controls src="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Video-2025-07-11-at-07.33.04.mp4"></video></figure>
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