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	<title>Sissi Ruggi, Autore presso Mediterraneum Foundation</title>
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		<title>Da luogo di detenzione a spazio di libertà, cultura e futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sissi Ruggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:48:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato a Genzano di Lucania il progetto &#8220;Processi e fenomeni dell&#8217;arte del presente&#8221;: 2,7 milioni di euro per trasformare l&#8217;ex Casa Mandamentale in un polo internazionale dedicato all&#8217;arte contemporanea, alla&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><strong>Presentato a Genzano di Lucania il progetto &#8220;Processi e fenomeni dell&#8217;arte del presente&#8221;: 2,7 milioni di euro per trasformare l&#8217;ex Casa Mandamentale in un polo internazionale dedicato all&#8217;arte contemporanea, alla formazione e alla ricerca</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GENZANO DI LUCANIA</strong> – Un carcere che diventa laboratorio di libertà. Un edificio chiuso che torna a essere patrimonio della comunità. Un luogo che da simbolo di separazione si trasforma in spazio di incontro, conoscenza e futuro.<strong> </strong>Un grande complesso di circa <strong>8mila metri quadrati</strong>, nato per una funzione che la storia ha rapidamente superato, l’ex Carcere è rimasto sospeso nel tempo, presenza imponente e insieme invisibile nel cuore della Basilicata. Da luogo concepito per limitare la libertà a spazio destinato alla creatività e alla produzione culturale contemporanea. È questa la sfida lanciata da Porta Coeli Foundation con il progetto di rifunzionalizzazione dell&#8217;ex Casa Mandamentale di Genzano di Lucania.</p>
<p>È stato presentato il 4 giugno, nella sede della <strong>Porta Coeli Foundation</strong>, il progetto <strong>&#8220;Processi e fenomeni dell&#8217;arte del presente per il Carcere di Genzano di Lucania&#8221;</strong>, l&#8217;ambizioso intervento di rigenerazione che trasformerà l&#8217;ex Casa Mandamentale in un centro internazionale dedicato all&#8217;arte contemporanea, alle residenze artistiche, alla formazione, alla ricerca e agli scambi culturali.<br />
Per la prima volta dalla sua realizzazione, avvenuta nel 1981, la struttura si è aperta agli organi di informazione, consentendo l&#8217;accesso ad aree rimaste sostanzialmente inaccessibili al pubblico per oltre quarant&#8217;anni.</p>
<p>Alla conferenza stampa sono intervenuti il sindaco di Genzano di Lucania <strong>Viviana Cervellino</strong>, il presidente della <strong>Porta Coeli Foundation, Aniello Ertico</strong>, il direttore artistico <strong>Donato Faruolo</strong>, il referente della <strong>2D Group Società Benefit, Rocco Iacovera</strong>, responsabile della progettazione e dell&#8217;esecuzione dei lavori, e il presidente della <strong>Mediterraneum Foundation, Gennaro Damato</strong>, tra i partner del progetto.</p>
<p><strong>Un investimento sulla cultura come leva di sviluppo<br />
</strong>L&#8217;intervento prevede un investimento complessivo di circa <strong>2,7 milioni di euro</strong> e rappresenta una delle più significative operazioni di rigenerazione culturale attualmente in corso nelle aree interne del Mezzogiorno.<br />
I lavori, già avviati, avranno una durata stimata tra i <strong>sei e gli otto mesi</strong> e saranno realizzati per fasi successive, consentendo l&#8217;utilizzo progressivo di alcune aree della struttura anche durante il cantiere.<br />
L&#8217;intero complesso sarà adeguato agli standard <strong>nZEB (Nearly Zero Energy Building)</strong>, con consumi energetici prossimi allo zero e un significativo abbattimento delle emissioni di CO₂, coniugando sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e recupero del patrimonio pubblico.<br />
Ma il progetto va ben oltre la dimensione edilizia.<br />
L&#8217;obiettivo è trasformare un immobile rimasto inutilizzato per decenni in una vera e propria infrastruttura culturale permanente al servizio del territorio, capace di produrre conoscenza, attrarre talenti, generare relazioni e creare nuove opportunità di crescita economica e sociale.</p>
<p><strong>Da simbolo di chiusura a luogo di incontro<br />
</strong>Nel suo intervento, <strong>Aniello Ertico</strong> ha ripercorso la storia dell&#8217;immobile, nato nell&#8217;ambito del sistema delle carceri mandamentali e successivamente rimasto privo di funzione dopo la riorganizzazione della giustizia italiana.<br />
Restituire questo luogo alla comunità significa trasformare una storia di chiusura in un’opportunità di apertura. Una trasformazione che assume un forte valore simbolico: là dove erano previste celle e spazi destinati alla detenzione nasceranno ambienti dedicati alla creatività, alla formazione, alla ricerca e alla partecipazione.<br />
Da luogo concepito per limitare la libertà, l&#8217;ex carcere diventa oggi uno spazio dedicato alla sua espressione più alta: quella del pensiero, della cultura e dell&#8217;arte.</p>
<p><strong>Un laboratorio internazionale per l&#8217;arte contemporanea<br />
</strong>Il direttore artistico <strong>Donato Faruolo</strong> ha illustrato la visione culturale che guiderà il progetto Porta Coeli.<br />
L&#8217;ex Casa Mandamentale sarà destinata ad accogliere attività espositive, residenze per artisti e ricercatori, laboratori, programmi educativi, archivi, biblioteche specialistiche, percorsi di alta formazione e iniziative dedicate allo studio dei linguaggi dell&#8217;arte contemporanea.<br />
L&#8217;obiettivo è costruire nel cuore dell&#8217;Alto Bradano un presidio culturale permanente capace di mettere in relazione il territorio lucano con i circuiti nazionali e internazionali della produzione artistica contemporanea.<br />
Un luogo dove la cultura non sia soltanto fruizione, ma anche ricerca, sperimentazione, confronto e produzione.</p>
<p><strong>Le ricadute per il territorio<br />
</strong>Particolare attenzione è stata dedicata alle ricadute che il progetto potrà generare per Genzano di Lucania e per l&#8217;intero comprensorio.<br />
L&#8217;iniziativa punta, infatti, a rafforzare l&#8217;identità culturale del territorio, a favorire la permanenza e il rientro di giovani competenze, a generare nuove opportunità professionali nel settore culturale e creativo, a incrementare i flussi turistici qualificati e a costruire reti stabili di collaborazione con istituzioni culturali italiane e straniere.<br />
In un contesto segnato dalle sfide dello spopolamento e della marginalità geografica, l&#8217;investimento sulla cultura viene proposto come strumento di sviluppo, innovazione e coesione sociale.<br />
Non una semplice operazione di recupero edilizio, ma la costruzione di una nuova centralità culturale per la Basilicata e per il Mezzogiorno.</p>
<p><strong>Una rete mediterranea per ampliare le opportunità del territorio<br />
</strong>Tra i partner del progetto figura la <strong>Mediterraneum Foundation</strong>, presente alla conferenza stampa con il presidente <strong>Gennaro Damato</strong>, che ha espresso soddisfazione per la collaborazione avviata con Porta Coeli Foundation e con il Comune di Genzano di Lucania.<br />
«Siamo particolarmente lieti di essere partner di un progetto che restituisce valore a un luogo carico di significato, trasformandolo in un centro di produzione culturale, ricerca e confronto internazionale. La cultura rappresenta uno straordinario strumento di connessione tra popoli e territori e questa iniziativa interpreta pienamente tale visione».<br />
La Mediterraneum Foundation accompagnerà il percorso di sviluppo del futuro polo culturale attraverso la propria rete di relazioni nazionali e internazionali, favorendo occasioni di scambio culturale, collaborazioni istituzionali e percorsi di cooperazione finalizzati ad ampliare la portata del progetto e la sua capacità di attrarre interlocutori provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo.<br />
Particolarmente significativo il contributo annunciato sul fronte del networking culturale internazionale. Come sottolineato da <strong>Antonio Marzano</strong>, delegato alle Relazioni Pubbliche e al Networking Strategico della Fondazione, l&#8217;obiettivo sarà quello di «costruire ponti tra il territorio e il Mediterraneo, coinvolgendo istituzioni, operatori culturali, università, fondazioni e stakeholder internazionali affinché il futuro polo artistico di Genzano di Lucania possa diventare un punto di riferimento per il dialogo interculturale e per la promozione dei valori della cultura contemporanea».<br />
La collaborazione con Mediterraneum Foundation rafforza ulteriormente la dimensione internazionale del progetto Porta Coeli, che punta a fare dell&#8217;ex Casa Mandamentale non soltanto un luogo di produzione culturale, ma anche una piattaforma permanente di relazioni, conoscenza e cooperazione tra comunità, istituzioni e operatori culturali del bacino mediterraneo.</p>
<p><strong>Una nuova storia per l&#8217;ex carcere<br />
</strong>La giornata di oggi segna l&#8217;inizio di un percorso destinato a incidere profondamente sul futuro di Genzano di Lucania.<br />
L&#8217;ex Casa Mandamentale, per anni simbolo di incompiutezza e di attesa, si candida a diventare un luogo di produzione culturale contemporanea, di formazione, di ricerca e di relazioni internazionali.<br />
Un progetto che guarda lontano e che punta a dimostrare come anche nelle aree interne sia possibile costruire esperienze innovative, capaci di connettere patrimonio, sostenibilità, cultura e sviluppo.<br />
La sfida è quella di fare di Genzano di Lucania un nuovo punto di riferimento nel panorama culturale del Mezzogiorno e del Mediterraneo, generando opportunità per le giovani generazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/06/08/da-luogo-di-detenzione-a-spazio-di-liberta-cultura-e-futuro/">Da luogo di detenzione a spazio di libertà, cultura e futuro</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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