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	<title>Piero Messina, Autore presso Mediterraneum Foundation</title>
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	<title>Piero Messina, Autore presso Mediterraneum Foundation</title>
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		<title>L&#8217;Ecole francaise de Rome apre spazio espositivo a Piazza Navona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ecole Francaise de Rome]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’École française de Rome apre un nuovo spazio espositivo nel cuore di Piazza Navona, destinato a diventare un punto di riferimento stabile per mostre ed eventi dedicati al patrimonio culturale.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="363">L’École française de Rome apre un nuovo spazio espositivo nel cuore di Piazza Navona, destinato a diventare un punto di riferimento stabile per mostre ed eventi dedicati al patrimonio culturale. La galleria, accessibile gratuitamente, nasce con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla ricerca e favorire un dialogo sempre più diretto tra istituzioni e società.</p>
<p data-start="365" data-end="513">Le sale ospiteranno un programma continuo di esposizioni, confermando la vocazione dell’École alla condivisione del sapere e allo scambio culturale.</p>
<p data-start="515" data-end="985">Dopo le celebrazioni per i 150 anni dalla fondazione e dall’insediamento a Palazzo Farnese, l’istituzione presenta la mostra <em data-start="640" data-end="716">“École française de Rome 1875-2025. Una vocazione italiana e mediterranea”</em>. Un percorso documentario che attraversa un secolo e mezzo di attività, tra ricerca, relazioni internazionali e profondi legami con l’Italia e l’area mediterranea. L’esposizione, allestita nella sede di Piazza Navona, è visitabile gratuitamente fino al 30 aprile 2026.</p>
<p data-start="987" data-end="1452">Il racconto si sviluppa attraverso materiali d’archivio, immagini, video e testi sintetici, offrendo una lettura chiara dell’evoluzione dell’École: dalle sue radici scientifiche fino alla capacità di rinnovarsi di fronte ai cambiamenti del mondo della ricerca. Al centro emerge il rapporto con l’Italia, elemento fondante delle sue attività, insieme all’ampliamento progressivo dei campi di studio, oggi sempre più legati anche alle dinamiche sociali contemporanee.</p>
<p data-start="1454" data-end="1791">La mostra svela anche il lato meno visibile dell’istituzione: quello di una vera e propria “officina” del sapere, luogo di sperimentazione, formazione e circolazione delle idee. Un intreccio di esperienze che attraversa archeologia, archivi, editoria e ricerca storica, raccontato anche attraverso le parole dei suoi direttori nel tempo.</p>
<p data-start="1793" data-end="2023">Uno spazio è dedicato inoltre alla sede di Piazza Navona 62, inaugurata negli anni Sessanta in occasione del centenario dell’École, di cui viene ricostruita l’evoluzione fino a oggi, insieme alle trasformazioni delle sue funzioni.</p>
<p data-start="2025" data-end="2326">Se la Francia ha dato vita e continuità all’École française de Rome, è stato il contesto italiano a orientarne profondamente gli studi: dall’etruscologia alla topografia romana, dalla storia del papato alla trasmissione dei testi. Un rapporto che ha contribuito a definire nel tempo le sue eccellenze.</p>
<p data-start="2328" data-end="2608" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel celebrare i 150 anni, l’École mette così in luce anche il legame costruito con Roma e con la comunità scientifica italiana: una relazione fondata su collaborazione, stima reciproca e scambio continuo, che rappresenta ancora oggi uno degli elementi centrali della sua identità.</p>
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		<title>Tunisi, torna all&#8217;antico splendore il centro di calligrafia Dar Monastiri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel tessuto fitto della medina di Tunisi, Dar Monastiri — nota anche come Dar Mestiri — riemerge come uno dei luoghi più significativi della scena culturale cittadina, oggi sede del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="346">Nel tessuto fitto della medina di Tunisi, Dar Monastiri — nota anche come Dar Mestiri — riemerge come uno dei luoghi più significativi della scena culturale cittadina, oggi sede del Centro nazionale della calligrafia. Un ritorno che non è solo funzionale, ma simbolico: qui l’eredità architettonica incontra la pratica viva della scrittura araba.</p>
<p data-start="348" data-end="754">L’edificio si trova al numero 9 di rue Monastiri, a breve distanza dal mausoleo di Sidi Mahrez, in un’area tra le più rappresentative della medina, riconosciuta patrimonio mondiale dell’Unesco. Costruita nei primi anni dell’Ottocento per volontà del principe Hussein, figlio di Mahmoud Bey, la dimora fu poi destinata a Mohamed Monastiri, figura influente nella Tunisi dell’epoca e commerciante di chéchia.</p>
<p data-start="756" data-end="1089">Dal punto di vista architettonico, la residenza conserva l’impianto tipico delle grandi abitazioni storiche della medina: un patio centrale attorno al quale si sviluppano ambienti su due livelli, collegati da gallerie ad arcate e arricchiti da decorazioni in materiali tradizionali come legno intagliato, pietra, stucchi e ceramiche.</p>
<p data-start="1091" data-end="1550">Nel corso del Novecento, Dar Monastiri ha cambiato più volte funzione, adattandosi alle esigenze culturali e formative del Paese: è stata sede di istituzioni dedicate alle arti e all’artigianato, centro di promozione culturale e spazio per attività legate alla traduzione. Un importante intervento di restauro, realizzato nei primi anni Novanta dall’Institut national du patrimoine, ne ha preservato l’identità storica, permettendone al tempo stesso il riuso.</p>
<p data-start="1552" data-end="1988">Dal 2017, la struttura ha assunto una vocazione precisa, diventando un punto di riferimento per lo studio e la diffusione della calligrafia. Oggi le sue sale ospitano corsi, laboratori ed esposizioni, frequentati da studenti e appassionati che si avvicinano ai diversi stili della tradizione calligrafica — dal naskh al diwani, dal thuluth alla ruq’a, fino alle varianti maghrebine — insieme alle tecniche decorative dell’arte islamica.</p>
<p data-start="1990" data-end="2270" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Più che un semplice contenitore culturale, Dar Monastiri è uno spazio in cui il passato continua a generare presente: un luogo dove la storia si intreccia con la pratica artistica, restituendo alla città un patrimonio che vive attraverso le mani e lo sguardo di chi lo attraversa.</p>
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		<title>A Tangeri la Giornata del design italiano nel mondo</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/03/24/a-tangeri-la-giornata-del-design-italiano-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Tangeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il design italiano che rigenera spazi, ma soprattutto immagina nuovi modi di abitare il mondo. A Tangeri prende forma la Giornata del Design Italiano nel Mondo, un appuntamento che non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/03/24/a-tangeri-la-giornata-del-design-italiano-nel-mondo/">A Tangeri la Giornata del design italiano nel mondo</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il design italiano che rigenera spazi, ma soprattutto immagina nuovi modi di abitare il mondo.</p>
<p data-start="96" data-end="511">A Tangeri prende forma la Giornata del Design Italiano nel Mondo, un appuntamento che non è solo celebrazione, ma occasione di dialogo tra culture, visioni e futuro. Nel Palazzo delle istituzioni italiane, il design diventa linguaggio comune per interrogarsi su come migliorare la qualità della vita, affrontando le sfide della sostenibilità, della trasformazione dei territori e dell’uso consapevole delle risorse.</p>
<p data-start="513" data-end="963">L’iniziativa, promossa dall’Ambasciata d’Italia in Marocco insieme all’Agenzia Italiana per il Commercio Estero e all’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, porta con sé anche un tributo: quello a Valentino, icona della moda e maestro di eleganza. Nel suo lavoro, fatto di linee rigorose, materiali scelti con cura e identità riconoscibile, si riflette un’idea di progetto in cui tradizione e innovazione non si oppongono, ma dialogano continuamente.</p>
<p data-start="965" data-end="1279">Il tema scelto, “Re-Design. Rigenerare spazi, oggetti, idee e relazioni”, racconta proprio questo: la necessità di ripensare il presente per costruire il futuro. A guidare questa riflessione è l’architetto e designer d’interni Tommaso Ziffer, interprete di un’estetica che unisce lusso e sensibilità contemporanea.</p>
<p data-start="1281" data-end="1701">Accanto a lui, alcune tra le voci più autorevoli del panorama marocchino: Hicham Lahlou, designer e architetto d’interni, insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nel creare ponti tra Italia, Marocco e Africa; Karim Sbai, presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Architetti del Centro; e Tarik Rhemiss, direttore della rivista “ID Prestige”.</p>
<p data-start="1703" data-end="2007" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un confronto che mette al centro le città, gli spazi che viviamo, i luoghi dell’ospitalità che cambiano, e il valore dei saperi artigianali. Ma soprattutto una domanda: come rendere il progetto non solo bello, ma giusto, sostenibile, capace di durare nel tempo e migliorare davvero la vita delle persone.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-822" src="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-300x200.jpg 300w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-1024x683.jpg 1024w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature-768x512.jpg 768w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2026/03/Hicham-Lahlou-feature.jpg 1170w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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		<title>Nasce la Guida di Bengasi: sanità, diritti e tutele per i migranti</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/02/25/nasce-la-guida-di-bengasi-sanita-diritti-e-tutele-per-i-migranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 19:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Bengasi]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bengasi prova a voltare pagina. Non più soltanto terra di passaggio segnata da emergenze e tensioni, ma cuore di un nuovo progetto che punta a rendere la migrazione più sicura,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/02/25/nasce-la-guida-di-bengasi-sanita-diritti-e-tutele-per-i-migranti/">Nasce la Guida di Bengasi: sanità, diritti e tutele per i migranti</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bengasi prova a voltare pagina. Non più soltanto terra di passaggio segnata da emergenze e tensioni, ma cuore di un nuovo progetto che punta a rendere la migrazione più sicura, più ordinata e soprattutto più umana.</p>
<p data-start="287" data-end="587">Dalla Conferenza internazionale sull’immigrazione irregolare del prossimo aprile nascerà un piano ambizioso che mette al centro le persone, prima ancora dei numeri. L’idea è chiara: nessun Paese può affrontare da solo un fenomeno così complesso. Servono responsabilità condivisa, cooperazione concreta e strumenti stabili. La nostra Fondazione è tra i partner dell&#8217;iniziativa e sarà presente ai lavori del Forum</p>
<p data-start="589" data-end="1168">Il primo passo sarà la creazione del <strong data-start="626" data-end="678">Fondo Regionale per la Gestione della Migrazione</strong>, con sede a Bengasi. Una dotazione iniziale proposta di 100 milioni di euro, sostenuta da Libia, Italia e Unione Europea, servirà a finanziare progetti nei Paesi di origine per affrontare le cause profonde delle partenze: povertà, disoccupazione, instabilità. Non solo controllo delle frontiere, dunque, ma investimenti nello sviluppo, formazione per chi rientra volontariamente, infrastrutture nei territori più fragili. L’obiettivo è offrire alternative reali alla migrazione irregolare.</p>
<p data-start="1170" data-end="1602">Accanto al fondo nascerà l’<strong data-start="1197" data-end="1253">Osservatorio Regionale Mediterraneo sulla Migrazione</strong>, che avrà il compito di raccogliere dati affidabili e trasformarli in politiche concrete. Perché senza numeri certi si alimentano paure e polemiche; con dati condivisi, invece, si possono costruire soluzioni comuni. Rapporti periodici, analisi, sistemi di allerta precoce aiuteranno governi e istituzioni a prevenire le crisi invece di rincorrerle.</p>
<p data-start="1604" data-end="2207">Ma il cambiamento più significativo riguarda le persone in viaggio. Con la nascita dell’<strong data-start="1692" data-end="1754">Ente Regionale per l’Orientamento e l’Impiego dei Migranti</strong>, l’obiettivo è trasformare percorsi irregolari e pericolosi in opportunità legali e protette. I migranti verranno accolti, registrati, formati e indirizzati verso contratti di lavoro temporanei nei Paesi che ne faranno richiesta. Contratti regolari, assistenza sanitaria, tutele. E al termine, ritorno volontario con la possibilità di ripartire in modo legale. Un meccanismo pensato per ridurre le morti lungo le rotte e togliere spazio ai trafficanti.</p>
<p data-start="2209" data-end="2504">A completare il quadro ci sarà la <strong data-start="2243" data-end="2265">“Guida di Bengasi”</strong>, un documento operativo che stabilisce standard chiari su assistenza sanitaria, diritti legali, protezione di donne e minori, formazione e inserimento lavorativo. Un impegno a garantire dignità e rispetto, anche nei momenti più difficili.</p>
<p data-start="2506" data-end="2807" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il progetto è ambizioso e le sfide restano enormi. Ma il messaggio che arriva da Bengasi è forte: la migrazione non è solo un’emergenza da contenere, è una realtà da governare con responsabilità, umanità e visione. E può diventare, se gestita insieme, un’opportunità di sviluppo e stabilità per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Bengasi è la Capitale araba della cultura 2026</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2026/02/22/bengasi-e-la-capitale-araba-della-cultura-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 19:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Bengasi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bengasi è stata ufficialmente designata Capitale Araba della Cultura per il 2026. Una scelta che il Consiglio municipale ha accolto come un riconoscimento del profondo patrimonio storico, culturale e civile&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/02/22/bengasi-e-la-capitale-araba-della-cultura-2026/">Bengasi è la Capitale araba della cultura 2026</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
<article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" tabindex="-1" data-turn-id="request-699b5bc8-bd9c-8394-8e12-f19f87f9d544-0" data-testid="conversation-turn-4" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">
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<p data-start="94" data-end="387"><a href="https://mediterraneum.foundation/2025/08/25/a-bengasi-con-la-camera-di-commercio-italo-libica/">Bengasi </a>è stata ufficialmente designata Capitale Araba della Cultura per il 2026. Una scelta che il Consiglio municipale ha accolto come un riconoscimento del profondo patrimonio storico, culturale e civile della città, da sempre punto di riferimento nel panorama intellettuale libico e arabo.</p>
<p data-start="389" data-end="753">Secondo l’amministrazione cittadina, la nomina conferma il ruolo storico di Bengasi come centro propulsore di letteratura, pensiero e arti. Nel corso dei decenni, la città ha contribuito in modo significativo alla costruzione dell’identità culturale della Libia, dando voce a scrittori, giornalisti, artisti e pensatori che hanno lasciato un segno nel mondo arabo.</p>
<h3 data-start="755" data-end="784">Un percorso già tracciato</h3>
<p data-start="786" data-end="1216">La designazione arriva al termine di un ciclo particolarmente intenso sul piano culturale. Tra il 2023 e il 2024 Bengasi ha ospitato con successo le iniziative legate al titolo di Capitale della Cultu<img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-411" src="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar-300x132.png" alt="" width="300" height="132" srcset="https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar-300x132.png 300w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar-768x339.png 768w, https://mediterraneum.foundation/wp-content/uploads/2025/08/Haftar.png 930w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> nel Mondo Islamico, dimostrando solide capacità organizzative e una vivace produzione creativa. Un’esperienza che ha rafforzato l’immagine della città come laboratorio culturale capace di coniugare tradizione e contemporaneità.</p>
<h3 data-start="1218" data-end="1254">Una storia che parla al presente</h3>
<p data-start="1256" data-end="1621">Nel corso della sua storia, Bengasi ha rappresentato un crocevia di idee e conoscenze, contribuendo alla formazione della coscienza nazionale e panaraba. Il suo patrimonio storico, insieme alla ricchezza sociale e culturale che la caratterizza, riflette la complessità dell’identità libica e l’apertura della città verso il mondo arabo e il contesto internazionale.</p>
<h3 data-start="1623" data-end="1652">Cultura oltre la politica</h3>
<p data-start="1654" data-end="1992">Il Comune ha inoltre sottolineato che il titolo di Capitale Araba della Cultura deve restare al di sopra delle tensioni politiche. Eventuali ipotesi di rinvio legate alla situazione istituzionale non dovrebbero interferire con un appuntamento che viene definito come un momento di coesione nazionale e di dialogo culturale su scala araba.</p>
<h3 data-start="1994" data-end="2011">Verso il 2026</h3>
<p data-start="2013" data-end="2431">L’amministrazione municipale ha rivolto un appello alle istituzioni, agli enti culturali, alla società civile e agli intellettuali affinché collaborino per il successo dell’iniziativa. Tra le richieste avanzate al governo libico, anche la creazione di un comitato superiore incaricato di coordinare i preparativi, definire un programma culturale articolato e garantire il necessario sostegno economico e organizzativo.</p>
<p data-start="2433" data-end="2658" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’obiettivo è ambizioso: celebrare la storia e i sacrifici della città, valorizzarne la produzione culturale contemporanea e presentare al mondo arabo l’autentica identità di Bengasi come capitale della cultura e del dialogo.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/02/22/bengasi-e-la-capitale-araba-della-cultura-2026/">Bengasi è la Capitale araba della cultura 2026</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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		<title>U-PEACE e Mediterraneum Foundation avviano una collaborazione strategica per promuovere un uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/u-peace-e-mediterraneum-foundation-avviano-una-collaborazione-strategica-per-promuovere-un-uso-etico-e-responsabile-dellintelligenza-artificiale-nella-pubblica-amministrazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma – L’Università per la Pace (U-PEACE), istituzione accademica fondata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la Mediterraneum Foundation, ente del Terzo Settore con sede a Roma impegnato nella valorizzazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma – L’Università per la Pace (U-PEACE), istituzione accademica fondata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e la Mediterraneum Foundation, ente del Terzo Settore con sede a Roma impegnato nella valorizzazione del Mediterraneo come spazio di dialogo, pace e cooperazione, annunciano oggi la sigla di un accordo di collaborazione volto a sostenere le Pubbliche Amministrazioni italiane nel governo etico, consapevole e responsabile dell’Intelligenza Artificiale.</p>
<p>L’Intelligenza Artificiale sta trasformando profondamente il funzionamento della Pubblica Amministrazione — dalla progettazione dei servizi alla gestione dei procedimenti, dall’interazione con i cittadini all’automazione dei processi decisionali. Sebbene le opportunità siano significative, altrettanto rilevanti sono i rischi legati alla trasparenza, alla responsabilità delle scelte pubbliche, alla protezione dei dati personali e alla tutela dei diritti fondamentali.</p>
<p>In un quadro normativo internazionale, europeo e nazionale ancora in evoluzione, il progetto promosso da UPEACE Italia, in partnership con la Mediterraneum Foundation, nasce per accompagnare gli Enti pubblici nell’adozione di sistemi di AI che rispettino pienamente i principi democratici, la tutela della persona e i valori costituzionali, favorendo un approccio realmente antropocentrico alla tecnologia.</p>
<p><strong>Obiettivi del progetto</strong></p>
<p>Il programma congiunto intende:</p>
<ul>
<li>Supportare gli Enti pubblici nell’utilizzo dell’AI in coerenza con legalità, trasparenza e diritti fondamentali;</li>
<li>Rafforzare le competenze del personale su etica, governance e impatti dell’AI nei processi amministrativi;</li>
<li>Migliorare la qualità dei servizi pubblici percepita da cittadini e imprese;</li>
<li>Ridurre il rischio giuridico e reputazionale, garantendo un uso controllato e responsabile dei sistemi algoritmici;</li>
<li>Accompagnare l’Ente in un percorso di innovazione istituzionale che lo posizioni come modello di riferimento a livello nazionale e internazionale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un partenariato con valenza ONU</strong></p>
<p>Grazie alla collaborazione con la U-PEACE, l’Ente aderente entra in una rete internazionale riconosciuta dall’ONU dedicata alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo di buone pratiche su temi quali pace, diritti umani e tecnologie emergenti.</p>
<p><strong>La partnership potrà concretizzarsi in:</strong></p>
<ul>
<li>iniziative congiunte di alto profilo (convegni, tavole rotonde, conferenze) con riconoscimento istituzionale UPEACE/ONU;</li>
<li>percorsi formativi dedicati, costruiti su misura delle esigenze dell’Ente;</li>
<li>posizionamento dell’Amministrazione come caso pilota sul tema “AI, etica e servizio pubblico”.</li>
<li>Formazione, certificazioni e accreditamenti</li>
<li>Il progetto prevede diversi livelli operativi per rispondere alle necessità delle amministrazioni:</li>
<li>Formazione interna finanziata dal bilancio dell’Ente</li>
</ul>
<p>UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation possono erogare corsi e rilasciare attestati ufficiali pienamente validi ai fini della formazione del personale, senza necessità di ulteriori accreditamenti regionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Formazione finanziata tramite fondi europei, PNRR o bandi regionali</strong></p>
<p>Qualora l’Amministrazione intenda partecipare a bandi o utilizzare fondi che richiedano accreditamento regionale, si prevede la collaborazione con un ente formativo italiano accreditato, mentre UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation operano come partner scientifici e istituzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Formazione con crediti ufficiali (CFU, ECM, Ordini professionali)</strong></p>
<p>Per percorsi che prevedono il rilascio di crediti formativi, il modello prevede il coinvolgimento di enti accreditati presso MIUR/MUR, ECM o ordini professionali, con UPEACE Italia e Mediterraneum Foundation come garanti scientifici e co-branding istituzionale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Una visione condivisa per un Mediterraneo innovatore e responsabile</strong></p>
<p>La collaborazione con la Mediterraneum Foundation si inserisce in una più ampia visione che promuove il Mediterraneo come spazio strategico di dialogo, innovazione e cooperazione. La Fondazione, attiva in ambito culturale, educativo e di ricerca, contribuisce alla costruzione di partenariati euro-mediterranei orientati alla pace e allo sviluppo umano sostenibile.</p>
<p>“<em>L’Amministrazione pubblica ha oggi l’opportunità e la responsabilità di governare l’Intelligenza Artificiale con criteri etici e democratici</em>”, ha dichiarato Gennaro Damato, presidente della Fondazione. “Questa collaborazione fornisce gli strumenti necessari per farlo in modo consapevole e autorevole”.</p>
<p>“<em>Il Mediterraneo è un crocevia di innovazione e di dialogo. Portare qui un progetto di governance responsabile dell’AI significa guardare al futuro con visione e coraggio</em>”, ha concluso Damato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’Università per la Pace celebra 45 anni di impegno globale con una cerimonia internazionale in Costa Rica</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/12/15/luniversita-per-la-pace-celebra-45-anni-di-impegno-globale-con-una-cerimonia-internazionale-in-costa-rica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San José, Costa Rica – L’Università per la Pace (UPAZ) ha celebrato il suo 45° anniversario con una cerimonia di alto profilo tenutasi presso il campus Rodrigo Carazo, alla presenza&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>San José, Costa Rica – L’Università per la Pace (UPAZ) ha celebrato il suo 45° anniversario con una cerimonia di alto profilo tenutasi presso il campus Rodrigo Carazo, alla presenza di rappresentanti governativi, diplomatici, esponenti del sistema delle Nazioni Unite, accademici e studenti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Fondata nel 1980 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Università per la Pace ha riaffermato, nel corso dell’evento, il proprio ruolo strategico nella promozione della pace, della cooperazione multilaterale e del dialogo interculturale, in un contesto globale segnato da conflitti, crisi umanitarie e crescenti flussi migratori.</p>
<p>Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla consegna dei Premi Internazionali dell’Università per la Pace. Il Premio per la Promozione della Pace è stato conferito ai governi di Costa Rica, Irlanda e Norvegia per la loro leadership nell’Iniziativa Umanitaria sulle Armi Esplosive nelle Aree Popolate (EWIPA), riconoscendo l’impegno concreto nella tutela dei civili e nella riduzione dell’impatto umanitario dei conflitti armati.</p>
<p>Il premio per il Governo del Costa Rica è stato ritirato da Ana Lorena Villalobos Brenes, Direttrice ad interim del Protocollo del Ministero degli Affari Esteri. L’Ambasciatore d’Irlanda in Messico, S.E. Ruairí de Búrca, ha ricevuto il riconoscimento a nome del proprio Paese, mentre la consegna al Governo della Norvegia è prevista nelle prossime settimane.</p>
<p>Nel corso della cerimonia è stato inoltre assegnato il Premio per la Libertà di Informazione al giornalista Roberto Savio, fondatore dell’agenzia Inter Press Service (IPS) e rappresentante di UPAZ Italia, per una carriera dedicata alla difesa della verità, al giornalismo indipendente e alla promozione dei valori democratici.</p>
<p>Il programma ha incluso anche un panel di esperti internazionali dedicato alle sfide legate alle migrazioni, allo sfollamento forzato e alla protezione internazionale. Tra i relatori: Pedro Hernández, Vice Direttore Migrazione del Ministero degli Affari Esteri del Cile; Andrés Celis, Rappresentante dell’UNHCR in Costa Rica; la prof.ssa Adriana Salcedo, docente associata della UPAZ; e Andrea Guadamuz, Coordinatrice dell’Ufficio di Assistenza Umanitaria della UPAZ.</p>
<p>Ad aprire e chiudere la cerimonia sono stati gli interventi del Rettore della UPAZ, Francisco Rojas Aravena, del Vice Ministro degli Affari Esteri del Costa Rica, Alejandro Solano, della Coordinatrice Residente ad interim del Sistema ONU in Costa Rica e Rappresentante UNICEF, Yvette Blanco, che hanno sottolineato l’eredità storica dell’Università e la sua rilevanza nel panorama internazionale contemporaneo.</p>
<p>La celebrazione si è conclusa con una ricezione ufficiale presso il ristorante Tabacari, all’interno del Parco Ricreativo dell’Università, offrendo un momento di incontro informale tra autorità, corpo diplomatico, docenti e studenti.</p>
<p>Con questa commemorazione, l’Università per la Pace ha non solo ricordato 45 anni di contributi concreti alla costruzione della pace, ma ha ribadito il proprio impegno a formare leader globali capaci di affrontare le sfide del presente e del futuro con una visione fondata su diritti umani, dialogo e cooperazione internazionale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Petrella: &#8220;C&#8217;è un futuro per Gaza oltre il piano di Trump&#8221;</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/10/15/ce-un-futuro-per-gaza-oltre-il-piano-di-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 13:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Riccardo Petrella &#8211; Sono giorni di grande agitazione e di forti pressioni contrastanti. Molti di noi abbiamo grandi esitazioni su cosa pensare e come reagire: le speranze e le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/10/15/ce-un-futuro-per-gaza-oltre-il-piano-di-trump/">Petrella: &#8220;C&#8217;è un futuro per Gaza oltre il piano di Trump&#8221;</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Di Riccardo Petrella &#8211; Sono giorni di grande agitazione e di forti pressioni contrastanti. Molti di noi abbiamo grandi esitazioni su cosa pensare e come reagire: le speranze e le gioie si mescolano con i timori, le delusioni, il dolore . Una cosa mi pare certa: più i dominanti affermano che siamo vicini all&#8217;orizzonte della pace e della giustizia più esse si allontanano..  </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Siamo tutti sinceramente entusiasti della cessazione (temporaria) della totale distruzione della città di Gaza (ormai restava pochissimo da distruggere!),del rilascio degli ostaggi e del ritiro  parziale dell&#8217;esercito israeliano  dai nuovi territori occupati,  così come dell&#8217;autorizzazione (sic!) israeliana dell&#8217;entrata nella striscia  di 400 camion di viveri su due mila. Credo che pochi dimenticheremo le immagini apocalittiche di questi ultimi giorni di centinaia di migliaia di Palestinesi in cammino, prima in esodo da Gaza e poi di ritorno  a Gaza per ritrovare le loro case (!) e i corpi di <u>diecimila</u> dispersi dei loro cari verosimilmente seppelliti dalle macerie.</span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Però, se gli USA e lo Stato di Israele, con la complicità cinica della maggioranza degli Stati europei e di alcuni Stati arabi mediorientali, imporranno l&#8217;applicazione delle fasi successive previste dal cosiddetto &#8220;piano di pace&#8221; proposto dagli USA di Trump (<u>che invito a leggere nei dettagli)</u> la situazione sarà nuovamente drammatica marcata dalla sparizione a termine dell&#8217;idea di uno &#8220;Stato palestinese&#8221; sovrano (l&#8217;ANP della Cisgiordania non è che una cattiva idea di quel che dovrebbe essere uno &#8220;Stato&#8221;), e dalla creazione di un&#8217;autorità politica internazionale, presieduta dal presidente  degli Stati Uniti, incaricata di realizzare e far rispettare il piano di ricostruzione di Gaza. Questo, come sappiamo, prevede una grande  operazione immobiliare di trasformazione della regione di Gaza in una &#8220;Costa Azzurra&#8221;  per le classi ricche di Israele e dei paesi arabi della regione pronti a stabilire dei  rapporti di buon vicinato tra loro. Un&#8217;operazione concepita  da un consorzio internazionale finanziario guidato da un&#8217;impresa del genero di Trump e il sostegno (più di due miliardi di dollari) da parte dell&#8217;Arabia Saudita. Non a caso, il genero di Trump figura tra i protagonisti dei negoziati  di queste settimane in vista del piano azione per la pace.</span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ed i Palestinesi, la Palestina in questo scenario ? Forget about. Al meglio che vada, il risultato finale del piano di pace sarà l&#8217;attribuzione alla &#8220;Palestina&#8221; di uno statuto di &#8220;colonia internazionale&#8221;, destino classico accordato dalla &#8220;pace dei dominanti&#8221; ai deboli ed ai vinti. Vi dice qualcosa &#8220;la pax americana&#8221;? Altro che pace, giustizia, libertà&#8230; </span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ora, chi può affermare e credere che i cittadini Palestinesi, del Libano, ed i milioni di cittadini che da almeno due anni nel mondo intero hanno manifestato in difesa della Palestina e dei diritti del popolo palestinese potranno facilmente accettare lo scenario imposto dal presidente degli USA che si crede il signore mondiale al di sopra di qualsiasi altra Legge che i suoi decreti, e che ha ha fatto ingoiare all&#8217;altro signore mondiale, il primo ministro israeliano, che si crede, anche lui, per mandato divino, al di sopra della Legge?  </span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi la Palestina è diventata &#8211; è una sorpresa per molti &#8211; il simbolo della lotta mondiale contro il disprezzo totale da parte dei dominanti dei diritti universali e dei beni comuni pubblici mondiali e contro l&#8217;affermazione del totalitarismo coloniale planetario in nome dei dogmatismi di stampo religioso stile Israele sionista e quello di stampo più volgare, trumpiano, legato alla potenza suprema ed al dominio assoluto del denaro, un dogmatismo di violenza erede dell&#8217;impero americano che non vuole morire. </span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Penso, tra l&#8217;altro, alla grande iniziativa, luminosa, di cittadini di vari paesi del mondo, in particolare europei, di organizzare la navigazione di una Flotilla Global Sumud (una cinquantina di imbarcazioni con equipaggi interamente disarmati) verso la striscia di Gaza per portare viveri e medicinali ai Palestinesi malgrado il bloccaggio instaurato da Israele. Israele ha preso d&#8217;assalto le imbarcazioni della Flotilla in acque internazionali ed ha messo fine all&#8217;iniziativa e messo in prigione un buon numero di militanti, poi rilasciati. Ma i militanti hanno vinto in stima e riconoscimento in seno all&#8217;opinione pubblica mondiale sul piano etico e politico..</span></span></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Sono convinto che la forza etica, sociale e politica così espressa non si indebolirà nei prossimi mesi se il piano di Trump dovesse essere messo in atto. La violenza dei dogmatismi autocratici ha sempre provocato disastri (persecuzioni, apartheid, guerre, genocidi) ma non ha mai vinto lo  spirito di giustizia. Neanche la violenza del sistema America di Trump e del sistema genocidario del governo di Netanyahu vincerà. La lotta dei cittadini, del Sud globale come del Nord globale, lo impedirà.</span></span></span></p></blockquote>
<p>Riccardo Petrella &#8211; <span style="font-family: apple-system-font;">Presidente dell&#8217;Istituto Europeo di Ricerca sulla Politica dell&#8217;Acqua a Bruxelles, è professore emerito dell&#8217;Università Cattolica di Lovanio (Belgio) dove ha insegnato &#8220;mondializzazione&#8221;. E&#8217; promotore dell&#8217;Università del Bene Comune a Verona con la quale ha lanciato nel 2012 in Italia insieme a numerose organizzazioni l&#8217;iniziativa internazionale &#8220;Dichiariamo illegale la povertà &#8211; Banning poverty 2018&#8221;. E&#8217; considerato il pioniere dell&#8217;acqua pubblica in Europa da cui è nato il movimento dell&#8217;Acqua Bene Comune in Italia. Fra i principali esponenti dell&#8217;altermondialismo ha creato nel 1991 il Gruppo di Lisbona, il cui rapporto &#8220;Limiti alla competitività&#8221; è stato tradotto in 12 lingue. Ha insegnato Ecologia umana all&#8217;Accademia di Architettura a Mendrisio (Svizzera).</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Bengasi con la Camera di Commercio Italo Libica</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/08/25/a-bengasi-con-la-camera-di-commercio-italo-libica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 16:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Mediterraneum Foundation ha partecipato al Forum per la ricostruzione di Bengasi, evento organizzato dalla Camera di Commercio Italo Libica – guidata da Nicola Colicchi – e dal Fondo per&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> Mediterraneum Foundation</strong> ha partecipato al Forum per la ricostruzione di Bengasi, evento organizzato dalla Camera di Commercio Italo Libica – guidata da Nicola Colicchi – e dal Fondo per lo sviluppo e la ricostruzione diretto da Belgassem Khalifa Haftar.</p>
<h2>Libia, investimenti per la stabilità del paese</h2>
<p>Alla ricerca della stabilità, la Libia ha aperto così le  porte alle imprese italiane. Tre giorni di meeting a Bengasi sono serviti a presentare il neonato Fondo per lo sviluppo e la ricostruzione della Libia, uno strumento finanziario dal valore di oltre 11 miliardi di euro che saranno investiti nei prossimi tre anni nei settori delle infrastrutture, della sanità, dell’edilizia, dell’agricoltura e dei servizi.</p>
<h2>Il Fondo da 11 miliardi di dollari per la ricostruzione</h2>
<p>Il Fondo è diretto da Khalifa Belgassem Haftar: “con questi investimenti siamo certi di poter affrontare i biusogni dei cittadini libici, soprattutto in quei settori che hanno un diretto impatto sulla vita dei cittadini”. Haftar sottolinea la necessità ai un dialogo con il sistema Italia: “abbiamo bisogno del vostro know how e delle vostre competenze. Se nel recente passato ci sono state delle difficoltà nella gestione dei rapporti con le imprese italiane, adesso è il momento di ripristinare una fiducia reciproca”. La dotazione del Fondo è stata approvata dalla Camera dei rappresentanti, il parlamento libico. A margine dell’evento sono stati firmati più 110 MoU (Memorandum of Undestanding) tra le imprese italiane presenti al Forum e il Fondo libico per la ricostruzione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In Camerun la sfida dell&#8217;etica e della consapevolezza per un futuro digitale e Sostenibile</title>
		<link>https://mediterraneum.foundation/2025/08/12/ethics-peace-for-a-digital-future-camerun-formazione-e-consapevolezza-per-un-futuro-digitale-sostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero Messina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 08:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Nel cuore dell’Africa sub-sahariana, il Camerun si trova a vivere una fase di trasformazione profonda e veloce, alimentata da fenomeni globali come la digitalizzazione e l’emergere dell&#8217;intelligenza artificiale (AI).&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/08/12/ethics-peace-for-a-digital-future-camerun-formazione-e-consapevolezza-per-un-futuro-digitale-sostenibile/">In Camerun la sfida dell&#8217;etica e della consapevolezza per un futuro digitale e Sostenibile</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"> </h3>



<p>Nel cuore dell’Africa sub-sahariana, il Camerun si trova a vivere una fase di trasformazione profonda e veloce, alimentata da fenomeni globali come la <strong>digitalizzazione</strong> e l’emergere dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale (AI)</strong>. A fronte di sfide locali — disuguaglianze sociali, instabilità politica e fragilità istituzionali — il Paese sta cercando di capitalizzare le sue potenzialità, tra cui una popolazione giovane, un forte legame con la spiritualità e una crescente richiesta di sviluppo. E&#8217; un progetto che la Mediterraneum Foundation seguirà insieme a Upeace, l&#8217;Università della Pace riconosciuta dalle Nazioni Unite e dalla Fondazione diretta dal professor Martin Nkafu Nkminkia.</p>



<p>Per affrontare questa transizione, nasce il progetto <strong>“Ethics &amp; Peace for a Digital Future – Camerun”</strong>, un’iniziativa che punta a fornire a istituzioni, educatori e cittadini gli strumenti necessari per navigare l’era digitale con <strong>consapevolezza etica</strong>, rispettando le tradizioni culturali locali.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Un Progetto che Unisce Etica, Tecnologia e Cultura</strong></h4>



<p>L’obiettivo del progetto è duplice: favorire l’adozione delle nuove tecnologie in modo responsabile e promuovere una <strong>formazione integrata</strong> che coniughi il digitale con <strong>valori universali</strong> come la giustizia sociale, i diritti umani e il rispetto della diversità culturale. Il programma è strutturato attorno a tre pilastri principali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Rafforzamento delle competenze istituzionali</strong>, in particolare nella pubblica amministrazione, per una gestione digitale etica e inclusiva.</li>



<li><strong>Formazione accademica e spirituale</strong> su intelligenza artificiale, etica e dialogo interculturale, indirizzata a studenti, educatori e leader spirituali.</li>



<li><strong>Divulgazione territoriale</strong>, attraverso incontri che raggiungano anche le comunità più isolate, sfruttando le strutture educative e religiose locali.</li>
</ol>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Collaborazione tra Soggetti Locali e Internazionali</strong></h4>



<p>Il progetto è il frutto di una <strong>collaborazione internazionale</strong> che coinvolge diverse organizzazioni e istituzioni di prestigio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>LATS – Laboratoire Afrique de Théologie et de Spiritualité (Camerun)</strong>: il principale partner locale, che fornirà la conoscenza del territorio e delle dinamiche culturali.</li>



<li><strong>UPEACE – Università per la Pace delle Nazioni Unite</strong>: un ente riconosciuto a livello mondiale per la formazione in pace, diritti umani e governance digitale, che contribuirà con la sua expertise nella <strong>formazione accademica</strong>.</li>



<li><strong>NCDEIF – International Framework on Norms, Cybersecurity and Digital Ethics in the AI Age</strong>: piattaforma internazionale che promuove l’etica digitale, il cui supporto garantirà l&#8217;approccio avanzato alla <strong>cybersecurity</strong> e alla gestione dei dati.</li>



<li><strong>Prof. Martin Nkafu</strong>, direttore scientifico del progetto, è una figura di riferimento nel <strong>dialogo tra spiritualità africana, filosofia e intelligenza artificiale</strong>.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Obiettivi: Un Modello Sostenibile per il Futuro Digitale</strong></h4>



<p>Il progetto intende costruire in Camerun un modello educativo che possa diventare <strong>esempio per altri Paesi africani</strong>, rafforzando la governance digitale e creando consapevolezza sull’impatto dell’AI nelle vite quotidiane. Tra gli obiettivi principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Formazione della pubblica amministrazione</strong> su temi di <strong>governance digitale</strong>, etica e partecipazione.</li>



<li>Offrire <strong>percorsi formativi accademici</strong> su <strong>AI etica</strong>, dialogo interculturale e <strong>coesione sociale</strong>.</li>



<li>Promuovere <strong>l’alfabetizzazione digitale</strong> nelle <strong>comunità rurali</strong>, attraverso incontri in scuole e chiese.</li>



<li>Creare un <strong>Osservatorio africano sull’etica digitale</strong>, che opererà come centro di ricerca e raccolta dati sul tema dell’AI.</li>



<li>Costruire un modello <strong>scalabile e replicabile</strong> in altri Paesi africani, a partire da quelli già in dialogo con UPEACE e NCDEIF.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Tre Linee Operative per un Futuro Integrato</strong></h4>



<p>Il progetto si articola in tre principali linee operative che si integrano tra loro:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Formazione per la Pubblica Amministrazione</strong>: moduli rivolti a funzionari e amministratori locali, con focus sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, <strong>cybersecurity</strong> e una visione interculturale dei diritti umani. La formazione sarà certificata da <strong>UPEACE</strong> e supportata da <strong>NCDEIF</strong>.</li>



<li><strong>Alta Formazione in AI Etica, Spiritualità e Dialogo Interculturale</strong>: un percorso accademico rivolto a studenti, educatori e religiosi, con moduli su <strong>intelligenza artificiale</strong>, <strong>diritti umani</strong>, <strong>filosofia africana</strong> e <strong>mediazione interculturale</strong>. Questo contribuirà alla creazione dell&#8217;Osservatorio Etico Digitale Africano, con sede presso il LATS.</li>



<li><strong>Incontri Divulgativi nei Villaggi</strong>: il progetto prevede attività educative nelle <strong>aree rurali</strong>, con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità sull’AI, stimolando riflessioni etiche e promuovendo una cultura di <strong>innovazione responsabile</strong>. Le <strong>chiese e le scuole</strong> locali diventeranno spazi di dialogo e crescita per la popolazione.</li>
</ol>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Impatto e Sostenibilità: Un Progetto a Lungo Periodo</strong></h4>



<p>L’impatto atteso è significativo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>300 funzionari pubblici</strong> formati su tematiche etico-digitali.</li>



<li>Attivazione di <strong>10 moduli accademici</strong> presso LATS e altre istituzioni partner.</li>



<li>Formazione di <strong>50 facilitatori locali</strong> per garantire la continuità del progetto.</li>



<li>Attivazione dell’<strong>Osservatorio Etico Digitale Africano</strong>.</li>



<li>Coinvolgimento di oltre <strong>1.000 cittadini</strong> nelle aree rurali.</li>
</ul>



<p>Il progetto si basa sull’utilizzo di <strong>infrastrutture già esistenti</strong> (chiese, scuole, centri comunitari), sulla <strong>formazione locale</strong> dei facilitatori e sulla <strong>creazione di contenuti adattabili</strong> a diversi contesti culturali e linguistici. Grazie alla sua struttura modulare, potrà essere facilmente replicato in altri Paesi africani.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione: Un Modello di Sostenibilità per l’Africa del Futuro</strong></h4>



<p>“<strong>Ethics &amp; Peace for a Digital Future – Camerun</strong>” non è solo un progetto educativo. È un <strong>esempio concreto</strong> di come l’Africa possa affrontare il futuro digitale non come destinataria passiva di innovazioni esterne, ma come protagonista consapevole di un mondo in rapida evoluzione. Con l’approccio integrato di <strong>etica</strong>, <strong>spiritualità</strong> e <strong>tecnologia</strong>, il Camerun si prepara a guidare un cambiamento che non riguarda solo l’Africa, ma il mondo intero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2025/08/12/ethics-peace-for-a-digital-future-camerun-formazione-e-consapevolezza-per-un-futuro-digitale-sostenibile/">In Camerun la sfida dell&#8217;etica e della consapevolezza per un futuro digitale e Sostenibile</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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