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	<title>Bruno Quinzi, Autore presso Mediterraneum Foundation</title>
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		<title>Settimana della pace: UPEACE a Roma tra marcia, intelligenza artificiale e scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno Quinzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 11:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/09/16/settimana-della-pace-upeace-a-roma-tra-marcia-intelligenza-artificiale-e-scuola/">Settimana della pace: UPEACE a Roma tra marcia, intelligenza artificiale e scuola</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una settimana, in questo settembre romano, in cui la pace smette di essere un&#8217;aspirazione recitata nei convegni e torna a essere quello che è sempre stata: un lavoro. Un lavoro fatto di passi, di scuole, di accordi firmati e di responsabilità assunte. Dal 21 al 24 settembre l&#8217;Università per la Pace delle Nazioni Unite, UPEACE, istituita con risoluzione dell&#8217;Assemblea Generale nel 1980, porta a Roma tre iniziative che, pur diversissime per linguaggio e per pubblico, raccontano una sola idea: che la pace si costruisce con l&#8217;educazione, con il diritto e, oggi, anche con la tecnologia.</p>
<p>Il primo appuntamento è il più antico. Il 21 settembre, Giornata internazionale della Pace proclamata dalle Nazioni Unite, si cammina. La marcia non produce documenti finali né comunicati congiunti: produce presenza. In un tempo in cui i conflitti si sono moltiplicati e la parola &#8220;pace&#8221; viene contesa da tutti e praticata da pochi, mettere il corpo in strada resta il gesto politico più elementare e più difficile da fraintendere.</p>
<p>Lo stesso giorno, e poi per l&#8217;intera giornata del 22, il registro cambia radicalmente. Alla Pontificia Università Lateranense si apre <strong>AI4Peace</strong>, la conferenza mondiale promossa da UPEACE sull&#8217;intelligenza artificiale al servizio della pace e della tutela dei diritti umani. La scelta della sede non è un dettaglio logistico: portare questa discussione nell&#8217;università del Papa significa collocare la questione dove le appartiene, cioè sul terreno antropologico prima ancora che su quello normativo. Non &#8220;quanto è potente questa tecnologia&#8221;, ma &#8220;che cosa fa dell&#8217;essere umano&#8221;.</p>
<p>Il tema arriva del resto in un momento in cui l&#8217;Italia si è dotata, prima in Europa, di una propria legge nazionale in materia, e in cui il quadro europeo entra progressivamente in applicazione. Ma il perimetro di AI4Peace è più largo di quello regolatorio. Sistemi d&#8217;arma autonomi, disinformazione sintetica, sorveglianza predittiva, divari di accesso tra il Nord e il Sud del mondo: sono tutte questioni in cui l&#8217;intelligenza artificiale può indifferentemente disinnescare o accendere un conflitto, e in cui l&#8217;assenza di governance non è neutralità, è delega. La conferenza riunisce per due giorni istituzioni accademiche, organismi internazionali, mondo della ricerca e rappresentanti della Santa Sede per provare a costruire un lessico comune, che è, sempre, il primo atto di qualunque processo di pace.</p>
<p>Il 24 settembre il discorso torna a terra, e va dove deve andare: a scuola. Alla Link Campus University, insieme alla Associazione ASNOR, viene presentato il progetto <strong>UPEACE ONU Generation</strong>, nato dal lavoro congiunto di <strong>IAPPEL</strong>, <strong>UPEACE</strong> e<strong> Mediterraneum Foundation</strong>.</p>
<p>È un programma di educazione alla cittadinanza globale costruito sull&#8217;Agenda 2030 e sui diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, pensato per accompagnare studenti e docenti lungo tutti i livelli del percorso scolastico, dalla primaria all&#8217;università, con un impianto che dialoga con l&#8217;Educazione civica e con i percorsi di orientamento e formazione dei docenti.</p>
<p>Qui sta il punto che merita di essere detto con chiarezza. Un programma educativo di questa ampiezza non si regge sul prestigio del marchio internazionale che lo firma: si regge sulla catena di competenze che lo rende praticabile. UPEACE ne garantisce l&#8217;impianto scientifico e il mandato multilaterale; IAPPEL vi porta l&#8217;esperienza maturata nella formazione su etica, leadership e pubblica amministrazione, e il lavoro di progettazione che ha dato forma al percorso; ASNOR mette a disposizione la rete dell&#8217;orientamento e della formazione dei docenti, cioè il canale attraverso cui un contenuto arriva davvero in classe; la Mediterraneum Foundation apporta la dimensione euromediterranea e il radicamento territoriale senza cui un programma nazionale resta un documento.</p>
<p>Ed è proprio questa asimmetria di ruoli a rendere sensati gli accordi sottoscritti tra i partner. Il Mediterraneo, in un progetto di educazione alla cittadinanza globale, non è uno sfondo retorico: è il luogo in cui migrazioni, crisi climatiche, conflitti aperti e opportunità di cooperazione si presentano tutti insieme, e in cui il dialogo interculturale e interreligioso è presupposto metodologico e non modulo accessorio. Portare quella prospettiva, e le relazioni tra le due sponde che ne discendono, dentro un curricolo costruito sull&#8217;Agenda 2030 significa impedire che i diciassette Obiettivi restino un elenco da memorizzare. Quel che gli accordi formalizzano, in definitiva, non è un patrocinio né un&#8217;adesione simbolica: è corresponsabilità, cioè l&#8217;impegno di ciascuno dei firmatari a far vivere il progetto oltre la giornata di presentazione.</p>
<p>Quattro giorni, tre linguaggi diversi, la strada, la ricerca, la scuola, e un&#8217;unica architettura. Perché la pace, per essere qualcosa di più di un auspicio del 21 settembre, ha bisogno di tutte e tre insieme: di chi cammina, di chi studia le regole della tecnologia che verrà, e di chi ha la pazienza di spiegare a un ragazzo di quattordici anni perché quelle regole lo riguardano.</p>
<p>Il resto sono buone intenzioni. E di quelle, come sappiamo, il mondo è già ampiamente lastricato.</p>
<hr />
<p>* Bruno Quinzi &#8211; Direttore Amministrativo UPEACE</p>
<p>L'articolo <a href="https://mediterraneum.foundation/2026/09/16/settimana-della-pace-upeace-a-roma-tra-marcia-intelligenza-artificiale-e-scuola/">Settimana della pace: UPEACE a Roma tra marcia, intelligenza artificiale e scuola</a> proviene da <a href="https://mediterraneum.foundation">Mediterraneum Foundation</a>.</p>
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