Capitale, ancora una volta, dell’arte dell’incontro e del dialogo culturale tra la Sicilia e la Tunisia. Nell’ex chiesa di Santa Caterina sede del Museo del Grande Cretto di Alberto Burri, sarà ospitata, da 5 al 24 settembre, la mostra fotografica “Terre di Sicilia e Tunisia – Memorie condivise”, un percorso espositivo che racchiude in sé memoria, fotografia contemporanea e cultura del Mediterraneo.
A pochi passi dal Cretto di Burri, la più grande opera di land art d’Italia, all’interno dell’edificio sacro rimasto in piedi dopo il terremoto del Belice del ‘68, le due sponde del Mediterraneo si uniranno attraverso il linguaggio universale della fotografia.
“Il gemellaggio fotografico – dice Paolo Rizzo, ideatore del progetto – vuol essere un contributo socio culturale con il linguaggio delle immagini per rinverdire gli antichi legami e le tante similitudini che questi due paesi hanno in comune”.
A Gibellina, terra delle “trame mediterannee”, ideate da Ludovico Corrao, il sindaco visionario della ricostruzione post terremoto che fece di Gibellina luogo d’arte e di incontro tra popoli, a incontrarsi e a contaminarsi
saranno tracce fotografiche della Sicilia e dell’ Africa che rivelano l’esistenza di una comune matrice culturale.
La mostra, con ingresso gratuito, sarà inaugurata il 5 settembre, alle 17,30, e sarà fruibile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 18,30.
“Gibellina – dice il sindaco Salvatore Sutera – accoglie la mostra fotografica, che è soprattutto un progetto in cui a dialogare sono due sponde dello stesso mare, attraverso lo sguardo di fotografi che hanno scelto di raccontare la vita quotidiana, fatta di gesti semplici, volti, mercati, silenzi e speranze”.
La mostra, ideata dall’associazione trapanese “I Colori della vita” e dall’associazione tunisina “Didon & Enée”,
con il contributo dell’Associazione “Percorsi e Morsi”, racconta il patrimonio umano, agricolo e paesaggistico della Sicilia e della Tunisia.
Ad accompagnare il viaggio tra passato e presente, saranno le fotografie storiche, a cura di Michele Fundarò, fotografo trapanese, e le cartoline d’epoca a cura di Saber Bhari, artista e fotografo tunisino, insieme agli scatti contemporanei di sedici fotografi italiani e tunisini: Nino Castiglione, Michele Cernigliaro, Tonino Corso, Fabio Marino, Giuseppe Monteleone, Lorenzo Tallarita, Marilena Todaro, Ameni Chermiti, Ivan De Francesco, Slim Gomri, Mouna Fkih
EKhoaja, Matteo Garone, Soumaya Larbi, Kaouther Khedija Khouini, Paolo Rizzo e Skander Zarrad.
“Il Mar Mediterraneo – dice
Mohamed Ali Mahjoub Console di Tunisia a Palermo – non è mai stato una frontiera, bensì un ponte liquido. Lungo le sue rotte si sono intrecciate le storie di popoli che, da una riva all’altra, hanno condiviso sogni e lavoro. La mostra propone una preziosa sezione storica che ci restituisce la nostalgia e la dignità del primo Novecento attraverso lastre e cartoline d’epoca, la natura e il lavoro dei campi”.
Dopo Gibellina, la mostra farà tappa in Tunisia.
“Sicilia e Tunisia – dice Fabio Ruggirello, direttore Istituto Italiano di Cultura di Tunisi – entrambe affacciate sul Mediterraneo, condividono una storia millenaria fatta di approdi, scambi commerciali, migrazioni, influenze culturali e umane che, ancora oggi, alimentano il dialogo tra le nostre comunità. È con questo spirito che, riconoscendone il valore culturale e il contributo alla costruzione di un dialogo autentico, l’Istituto accoglie con interesse l’inaugurazione della mostra Terre di Sicilia e Tunisia”.

