Dal 28 settembre al 2 ottobre sono attesi oltre 5.000 partecipanti e 40 delegazioni
ROMA – L’acqua torna al centro del dialogo mediterraneo. Dal 29 settembre al 2 ottobre 2026, La Nuvola di Roma ospiterà il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, quattro giornate dedicate alla sicurezza idrica, alla crisi climatica e alla costruzione di nuove forme di cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.
Promosso dal Comitato Italiano One Water, in collaborazione con l’Unione per il Mediterraneo e l’Istituto Mediterraneo dell’Acqua di Marsiglia, il Forum riunirà istituzioni, organizzazioni internazionali, imprese, ricerca e società civile. Sono attesi circa 5.000 partecipanti, oltre 40 delegazioni straniere e centinaia di relatori, con un articolato programma di incontri e workshop.
Il confronto assume un significato particolare in un Mediterraneo sempre più esposto alla scarsità d’acqua, alla desertificazione, agli eventi climatici estremi e alle crescenti pressioni sulle risorse naturali. Problemi ambientali che diventano inevitabilmente anche questioni economiche, sociali e geopolitiche.
Il Forum sarà preceduto, il 28 settembre alla Farnesina, dalla riunione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo per la firma della nuova Dichiarazione Mediterranea sull’Acqua, chiamata a rafforzare una visione comune tra i Paesi della regione.
Alla cerimonia inaugurale parteciperanno rappresentanti dei governi e delle principali organizzazioni internazionali, tra cui FAO, UNESCO, Nazioni Unite e Unione per il Mediterraneo, insieme a delegazioni provenienti dall’Europa, dal Nord Africa e dal Medio Oriente.
La sfida, tuttavia, va oltre la gestione tecnica della risorsa. In un mare attraversato da conflitti, diseguaglianze e cambiamenti climatici, l’acqua elemento essenziale per ricostruire la capacità di cooperare.
Perché nessun confine può separare davvero falde, fiumi, bacini e clima. La sicurezza idrica di una sponda è sempre più legata a quella dell’altra.
È in questa interdipendenza che l’acqua assume un doppio ruolo, in quanto risorsa da proteggere, e infrastruttura della pace. Una politica mediterranea dell’acqua significa allora condividere conoscenze e tecnologie, prevenire le crisi, ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle risorse e costruire relazioni durature tra comunità e Paesi.
Roma può essere, per quattro giorni, il luogo nel quale questa consapevolezza diventa una responsabilità comune, fare dell’acqua non una nuova frontiera della competizione, ma uno spazio mediterraneo di cooperazione.

