Il design italiano che rigenera spazi, ma soprattutto immagina nuovi modi di abitare il mondo.
A Tangeri prende forma la Giornata del Design Italiano nel Mondo, un appuntamento che non è solo celebrazione, ma occasione di dialogo tra culture, visioni e futuro. Nel Palazzo delle istituzioni italiane, il design diventa linguaggio comune per interrogarsi su come migliorare la qualità della vita, affrontando le sfide della sostenibilità, della trasformazione dei territori e dell’uso consapevole delle risorse.
L’iniziativa, promossa dall’Ambasciata d’Italia in Marocco insieme all’Agenzia Italiana per il Commercio Estero e all’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, porta con sé anche un tributo: quello a Valentino, icona della moda e maestro di eleganza. Nel suo lavoro, fatto di linee rigorose, materiali scelti con cura e identità riconoscibile, si riflette un’idea di progetto in cui tradizione e innovazione non si oppongono, ma dialogano continuamente.
Il tema scelto, “Re-Design. Rigenerare spazi, oggetti, idee e relazioni”, racconta proprio questo: la necessità di ripensare il presente per costruire il futuro. A guidare questa riflessione è l’architetto e designer d’interni Tommaso Ziffer, interprete di un’estetica che unisce lusso e sensibilità contemporanea.
Accanto a lui, alcune tra le voci più autorevoli del panorama marocchino: Hicham Lahlou, designer e architetto d’interni, insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nel creare ponti tra Italia, Marocco e Africa; Karim Sbai, presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Architetti del Centro; e Tarik Rhemiss, direttore della rivista “ID Prestige”.
Un confronto che mette al centro le città, gli spazi che viviamo, i luoghi dell’ospitalità che cambiano, e il valore dei saperi artigianali. Ma soprattutto una domanda: come rendere il progetto non solo bello, ma giusto, sostenibile, capace di durare nel tempo e migliorare davvero la vita delle persone.


